Pensione minima e pensione sociale: cosa spetta con 12 anni di contributi e senza i 67 anni?

Tra pensione minima ed assegno sociale c’è una bella differenza: vediamo quale e cosa prevedono le 2 prestazioni.

Si fa una gran confusione parlando di pensione minima e molto spetto si confonde il trattamento con l’assegno sociale. Con pensione minima, la maggior parte delle volte, si intende l’integrazione al trattamento minimo, ovvero l’integrazione della pensione che già si percepisce quando l’importo è molto basso. La pensione minima, quindi, non si ottiene se si hanno pochi anni di contributi versati, ma solo a seguito di accesso alla pensione di vecchiaia con almeno 67 anni di età ed almeno 20 anni di contributi.

Pensione minima e assegno sociale

La prestazione che spetta, invece, per chi non ha abbastanza anni di contributi per accedere al trattamento di vecchiaia è l’assegno sociale (poco più di 500 euro al mese) che spetta, però, solo a chi non ha redditi propri e del coniuge che superino la soglia limite stabilita annualmente per legge. Non tutti, quindi, possono accedere all’assegno sociale, basta essere sposati e basta che il coniuge percepisca la pensione per non aver diritto all’assegno sociale INPS.

Una nostra lettrice ci scrive:

Buongiorno,sono una signora di 51 anni ,ma da quando avevo 25,ho contratto l’epatite c ,il ceppo più pericoloso sia x il contagio sia xchè,anche con varie cure nn muore ma resta latente,oltre a questo o gravi problemi respiratori ecc.volevo sapere visto che l’epatite è veramente invalidante da rendermi debole e stanca ,cosa posso fare e se esistono centri che possono aiutarti con lavori di 4 ore ,preciso che se ho 12 anni di contributi e assai.

Come posso fare x attingere alla minima x motivi gravi di salute.

Ringrazio anticipatamente

E attendo una vostra risposta.

Sono di Trieste ,e qui non ci sono uffici che possono spiegare cosa sia meglio. Io so che la pensione minima sociale spetta a tutti ,di quanto ammonta ?

Grazie 

Nel suo caso se, visto le patologie derivanti dall’epatite che ha contratto in giovane età, riesce ad ottenere un’invalidità totale può fruire dell’assegno di invalidità che spetta, però, solo a chi ha invalidità al 100%. Se, invece, le riconoscono un’invalidità pari o superiore al 67% può richiedere l’assegno ordinario di invalidità che spetta ai lavoratori dipendenti che hanno almeno 5 anni di contributi versati di cui, almeno 3 anni nel quinquennio precedente la presentazione di domanda.

In ogni caso anche per l’assegno sociale, in presenza di redditi bassissimi, è necessario compiere i 67 anni di età, ma ribadisco che già essere sposata con qualcuno che percepisce redditi inibisce dal diritto di riceverlo.

Nel suo caso, quindi, sia per la pensione di vecchiaia (per la quale servono, però, almeno 20 anni di contributi) sia per l’assegno sociale dovrà attendere altri 16 anni e in assenza del riconoscimento di un’invalidità di almeno il 67% fino a tale età non le spetterà nulla.

Per poter accedere, quindi, alla pensione di invalidità o all’assegno ordinario di invalidità, (uniche pensioni per motivi di salute) è necessario che si faccia certificare l’invalidità civile.

In alternativa deve continuare a lavorare per almeno altri 8 anni per  raggiungere i 20 anni di contributi necessari alla pensione di vecchiaia alla quale potrà accedere (così come per l’assegno sociale) solo al compimento dei 67 anni.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.