Pensione per ridotte capacità lavorative: le possibilità

Assegno ordinario di invalidità: anche continuando a lavorare si fruisce del beneficio.

Cosa accade quando un lavoratore, a causa di patologie invalidanti, non è più in grado di svolgere in pieno il suo lavoro? E’ possibile ottenere una pensione che sia compatibile con l’attiviatà lavorativa ridotta e quali sono le possibilità di poter ridurre il lavoro per salvaguardare la salute?

Pensione ridotte capacità lavorative

Una nostra lettrice ci scrive:

Buonasera, sono lavoratrice dipendente cooperativa, aiuto cuoco part-time 35 , ore settimana,  ho 54 anni e lavoro da quando avevo 18 anni, purtroppo un osteoporosi severa fratturosa comparsa da circa un anno mi sta’ impedendo di poter svolgere le mie mansioni, la commissione inps mi ha riconosciuto 75% invalidità a maggio 2019 e il medico competente mi dice, idonea con imitazioni di flesso estensioni del rachide, evitare sovraccarico del rachide. Purtroppo ho avuto un peggioramento e adesso ho una limitazione di peso di 5 kg e non più di 4 ore in stazione eretta, cosa posso fare con il lavoro? Posso chiedere una riduzione oraria e una pensione Inps Compatibile con attività lavorativa ridotta? Grazie se mi potete aiutare a capire cosa fare.

La prestazione cui può accedere chi ha una capacità lavorativa ridotta di due terzi ( almeno 67% di invalidità) è l’assegno ordinario di invalidità. La prestazione viene riconosciuta soltanto a chi può vantare almeno 5 anni di contribuzione versata (di cui almeno 3 nel quinquennio precedente alla domanda) e l’assegno mensile è calcolato sui contributi realmente versati. Si tratta, quindi, di una vera e propria pensione che accompagnerà il disabile fino alla pensione di vecchiaia. 

L’assegno ordinario di invalidità viene concesso per 3 anni e successivamente la domanda deve essere rinnovata: dopo il terzo rinnovo la prestazione diventa permanente. 

Quando si percepisce l’assegno ordinario di invalidità non è necessario sospendere l’attività lavorativa ma, come nel suo caso, quando è necessario per motivi di salute ridurre l’orario di lavoro può diventare un’ottima integrazione dello stipendio.

Potrebbe, quindi, richiedere il beneficio e una volta accolto si potrà rendere conto dell’importo mensile che le corrisponderanno e, di conseguenza decidere se ridurre e di quanto la sua attuale professione.

 


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.