Pensione precoci 41 anni di contributi donna: quali possibilità?

Pensione precoci 41 anni di contributi per donna, quali sono i requisiti e quali, invece, le possibili alternative.

Per chi ha un buon numero di anni di contributi versati e rientra nella categoria dei lavoratori precoci esiste la possibilità di pensione precoci con 41 anni di contributi offerta dalla misura quota 41. Scrivo “esiste la possibilità” e non “c’è il diritto”, perchè non basta essere un lavoratore precoce e aver maturato 41 anni di contributi per poter accedere alla misura. Scopriamo cosa altro è richiesto.

Pensione precoci 41 anni

Una nostra lettrice ci interroga sulle sue possibilità di pensionamento in base agli anni di contributi versati e l’età:

Buonasera… Io sono donna,  ho 54 anni e ho iniziato a 14 anni (giugno1980) a lavorare… Quando posso andare in pensione?

Secondo le pensioni news, avendo iniziato a lavorare nel 1980 è in possesso esattamente di 40 anni di contributi. Lei rientra a pieno diritto nella categoria dei lavoratori precoci (avendo iniziato a lavorare e versare contributi dall’età di 14 anni) ma non è detto che abbia diritto alla pensione con la quota 41.

Le pensione precoci, infatti richiede che il lavoratore rientri in uno dei 5 profili tutelati (disoccupato, caregiver, invalido, usurante e gravoso) e ne possieda i requisiti.

La pensione precoci disoccupati richiede che il lavoratore sia in stato di disoccupazione a seguito di licenziamento (anche collettivo)  abbia finito di fruire dell’intera indennità di disoccupazione spettante da almeno 3 mesi.

Per gli invalidi, invece, è richiesto il possesso di una percentuale di invalidità pari  o superiore al 74%.

Per gravosi ed usuranti, oltre al rientrare in una delle due tipologie, è richiesto di aver svolto la mansione per almeno 7 anni nei 10 anni precedenti la domanda di pensione o, in alternativa, di averla svolta per la metà della vita lavorativa.

La pensione precoci caregiver, infine, richiede che il lavoratore si prenda cura da almeno 6 mesi di un familiare convivente con grave disabilità in base alla legge 104, articolo 3, comma 3.

Se rientra in uno dei 5 profili tutelati potrà accedere al pensionamento alla maturazione dei 41 anni di contributi presentando domanda di riconoscimento del beneficio e, poi, la domanda di pensione vera e propria.

In alternativa, se non rientra nella pensione con la quota 41, potrà accedere al pensionamento con la misura anticipata ordinaria che richiede per le donne 41 anni e 10 mesi di contributi (per gli uomini ne sono richiesti 42 anni e 10 mesi) e 3 mesi di finestra di attesa dal raggiungimento del requisito contributivo.

In ogni caso, quindi, al massimo fra 2 anni potrà accedere alla quiescenza.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.