Pensione precoci prima dei 60 anni: non solo quota 41

Pensione precoci a 60 anni: non solo quota 41 la permette, vediamo quali sono le altre misure per l’anticipo pensionistico.

Per chi ha iniziato a lavorare in giovane età esiste la pensione precoci con la quota 41. Ma non è soltanto questa la misura che permette la pensione precoci a 60 anni o prima. Ci sono infatti, nella vigente normativa, diverse misure che permettono l’anticipo della pensione precoci ed in alcuni casi non prevedono neanche una penalizzazione.

Pensione precoci 60 anni

Quali sono le misure che permettono la pensione precoci  prima del compimento dei 60 anni? Come abbiamo anticipato ce ne sono diverse e cercheremo di illustrarle riportando anche eventuali requisiti e penalizzazioni previste.

La misura principe per pensione precoci è quella con 41 anni di contributi, ovvero la quota 41. Ma la quota 41, pur essendo abbastanza vantaggiosa, non permette l’accesso a tutti coloro che hanno iniziato a lavorare prima dei 18 anni poichè impone dei paletti abbastanza esclusivi sui profili dei lavoratori ammessi. Possono accedere alla pensione con 41 anni di contributi i lavoratori precoci che si riconoscono in uno dei seguenti profili: disoccupato a seguito di licenziamento, invalido con percentuale pari o superiore al 74%, caregiver, gravoso e usurante.

E’ comprensibile, quindi che anche chi ha iniziato a lavorare prima del compimento dei 18 anni non sempre possiede i requisiti per accedere alla pensione precoci.

Le pensioni news, come abbiamo anticipato in apertura prevedono, però altre misure per accedere al pensionamento prima dei 60 anni, vediamo quali.

Esiste la pensione anticipata ordinaria che permette l’accesso con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne. Appare chiaro, quindi, che per gli uomini che hanno iniziato a lavorare a 17 anni e per le donne che hanno iniziato la professione a 18 anni anche questa misura consente il pensionamento prima del compimento dei 60 anni senza nessuna penalizzazione sul calcolo dell’assegno pensionistico.

Ancora: per le lavoratrici donne che sono in possesso di almeno 35 anni di contributi e hanno compiuto i 58 anni (se dipendente) e 59 anni (se autonome) entro il 31 dicembre 2019, esiste la possibilità di pensionamento con il regime sperimentale opzione donna. Questo significa che per le donne che hanno iniziato a lavorare entro il compimento dei 25 anni la possibilità di pensionamento prima dei 60 anni diventa reale. Attenzione, però, questa misura prevede una penalizzazione anche abbastanza pensante in alcuni casi, visto che il calcolo dell’assegno pensionistico viene effettuato esclusivamente con il sistema contributivo. La penalizzazione sarà maggiore al crescere degli anni di contributi versati prima del 1996.

Ultima misura, dedicata anche in questo caso solo alle donne ma a patto che abbiano invalidità pari o superiore all’80% è rappresentata dalla pensione di vecchiaia anticipata che, appunto, per le donne richiede almeno 56 anni (agli uomini ne sono richiesti almeno 61 di anni di età) unitamente ad almeno 20 anni di contributi. La decorrenza del trattamento pensionistico spetta solo 12 mesi dopo il raggiungimento del requisito anagrafico e di quello contributivo.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.