Pensione precoci usuranti: l’alternativa alla quota 41

Pensione precoci usuranti: non solo la quota 41, per il pensionamento può essere utilizzata anche la quota 97,6.

Per la pensione precoci usuranti non esiste solo la quota 41. I lavoratori usuranti, infatti, possono accedere al pensionamento anche con la quota 97,6 ad essi dedicata. Vediamo di cosa si tratta, che anticipo pensionistico permette e chi può utilizzare questa misura per una quiescenza più veloce.

Pensione precoci usuranti

Le pensione precoci è permessa dalla quota 41 con soli 41 anni di contributi per quei lavoratori che hanno versato almeno 12 mesi di contributi prima del compimento dei 19 anni e che al tempo stesso appartengono ad uno dei profili di tutela della misura.

La pensione precoci con 41 anni di contributi, infatti, è accessibile solo a chi, pur rientrando nella categoria dei precoci, è in possesso dei requisiti richiesti per i profili di disoccupati, invalidi, caregiver, gravosi e usuranti. Per la pensione precoci usuranti con quota 41 è richiesto che l’attività usurante sia stata svolta per almeno 7 anni nei 10 anni che precedono la data di pensionamento (o in alternativa per la metà della vita lavorativa).

Per approfondire tutti gli argomenti in ambito previdenziale leggi la nostra categoria Pensioni News.

Può accadere, però, che un lavoratore usurante non rientri nei requisiti pensione precoci , magari perchè pur avendo iniziato a versare contributi in giovane età non soddisfa il requisito dei 12 mesi versati prima di compiere i 19 anni.

Che fare a questo punto? O che fare se non si raggiungono i 41 anni di contributi richiesti a causa, magari, di cessazione attività lavorativa? L’alternativa per chi svolge lavoro usurante è quella di utilizzare la quota 97,6, una misura dedicata esclusivamente a chi svolge lavori particolarmente pensati e faticosi.

Quota 97,6 usuranti

I lavoratori usuranti possono anticipare la pensione anche con la cosiddetta quota 97,6, riservata, appunto soltanto ai lavoratori usuranti.

Si può accedere a questa misura se si raggiungono almeno i 35 anni di contributi a patto che si possa vantare di aver svolto la mansione usurante per almeno sette anni negli ultimi dieci anni di attività lavorativa, compreso l’anno di maturazione dei requisiti oppure per almeno la metà della vita lavorativa.

Per poter accedere alla prestazione, come detto servono almeno 35 anni di contributi ed almeno 61 anni e 7 mesi di età. Le due combinazioni per poter accedere al pensionamento sono:

  • 62 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi;
  • oppure 61 anni e 7 mesi e 36 di contributi.

 


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.