Pensione quando con maternità e malattia: vediamo le alternative

Maternità e malattia incidono sul pensionamento? Vediamo la prima data utile di uscita per la nostra lettrice.

Le continue mail che ci arrivano al riguardo evidenziano sempre di più quanto le misure per accedere alla pensione non siano chiare non solo ai nostri lettori, ma ai lavoratori in genere. Purtroppo la normativa previdenziale in Italia è molto farraginosa e proprio per questo di difficile interpretazione. Cerchiamo di capire, quindi, quali possibilità di pensionamento ci sono per chi, come la nostra lettrice ha sempre lavorato con l’eccezione dei periodi di maternità obbligatoria e della malattia indennizzata.

Quando in pensione?

La nostra lettrice ci scrive: 
 
Buon pomeriggio,
capisco che sarà l’ennesima e-mail, ma vi chiedo di portare pazienza.
Vorrei sapere quale sarà l’anno in cui potrò andare in pensione.
 
sono nata il 16 aprile 1967
sono una dipendente statale (università) in servizio da ottobre del 1988, ed ho riscattato un periodo lavorativo di anni 1 e 6 mesi lavorati in precedenza, dai miei calcoli ho 32 anni e 6 mesi lavorai. Non ho chiesto aspettative, se non quelle spettanti per la maternità o per un periodo di malattia.
Sapete dirmi quando potrò andare in pensione?
 
Grazie
 
Siamo sempre felici quando possiamo aiutare i nostri lettori e anche se molto spesso c’è bisogno di attendere per ricevere una risposta cerchiamo di rispondere, nei limiti del possibile, a tutti coloro che ci contattano.
 
Partiamo dal presupposto che per la maternità obbligatoria sono riconosciuti contributi figurativi utili alla pensione così come per la malattia indennizzata.
 
Nel suo caso, con 32 anni e 6 mesi di contributi e  52 anni e mezzo di età la prima pensione utile potrebbe essere fra circa 10 anni al raggiungimento dei 41 anni e 10 mesi di contributi necessari per l’accesso alla pensione anticipata ordinaria. Questo almeno basandosi sulle norme attualmente in vigore o in scadenza, poichè ape volontario e ape sociale sono in scadenza il 31 dicembre 2019, e l’opzione donna valida solo per chi ha raggiunto i 35 anni di contributi e i 58 anni di età (59 per le lavoratrici autonome) al 31 dicembre 2018. 
 
Se, però, con le prossime leggi di Bilancio dovesse essere resa strutturale l’opzione donna, le sarebbe possibile accedere al pensionamento con il regime sperimentale (che comporta un ricalcolo interamente contributivo della pensione) al compimento dei 58 anni di età contestualmente al raggiungimento dei 38 anni di contributi (in questo caso, quindi, anche la malattia indennizzata non Inciderebbe sui 35 anni richiesti per l’accesso avendone lei 38).

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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.