Pensione quota 100 e divieto di cumulo: il COCOCO è consentito?

Cosa rientra nei limiti concessi per il cumulo di redditi da pensione e da lavoro stabiliti dal DL 4/2019 per la quota 100?

Per chi accede al pensionamento con la quota 100 vi è un grosso limite: il divieto di cumulo di redditi da pensione con redditi da lavoro fino al compimento dei 67 anni di età (l’età che permette l’accesso alla pensione di vecchiaia). Vediamo quali sono i redditi consentiti per mantenere il diritto alla pensione con la nuova misura.

Pensione quota 100 e limiti

Un nostro lettore ci scrive:

Gentile Consulenza NotizieOra,

sono un Docente di Ruolo in un Liceo Statale della Toscana.

Ho 64 anni compiuti ad Aprile 2018 e 39 anni di contributi e ho fatto Domanda di pensionamento anticipato con Quota 100 per andare in pensione dal 1 Settembre 2020.

Dal momento che sono anche un Docente di Strumento presso una Scuola Comunale di Musica in Contratto di tipo COCOCO, dal 1 Ottobre al 30 Giugno, Vi chiederei cortesemente se posso continuare a svolgere l’attività artistica di insegnamento con uno stipendio inferiore a Euro 5000 lordi annui senza rientrare nelle limitazioni di incompatibilità previste dalla Circolare n.117 del 9.08.19. evitando spiacevoli sanzioni.

In  attesa di una Vs. cortese risposta e ringraziandovi per la collaborazione, i miei più cordiali saluti.

Il DL 4/2019 stabilisce, all’articolo 14, comma3 che “La pensione quota 100 non è cumulabile, a far data dal primo giorno di decorrenza della pensione e fino alla maturazione dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia con i redditi da lavoro dipendenti o autonomo, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale, nel limite di 5.000 euro lordi annui.”.

Si parla, quindi, di redditi consentiti derivanti da lavoro autonomo occasionale nel limite di 5000 euro l’anno. Un Contratto di Collaborazione Continuativa non può essere considerato come lavoro occasionale.

Ma cosa si intende per lavoro autonomo occasionale?

Il lavoro autonomo per essere considerato occasionale  deve avere le seguenti caratteristiche:

  • non deve essere subordinato
  • deve essere, appunto, occasionale
  • deve rappresentare una prestazione d’opera o di un servizio compiuta dietro un corrispettivo in denaro
  • la prestazione non deve essere duratura e continuativa
  • la prestazione non deve essere coordinata dal committente
  • non può essere svolta all’interno di un’azienda

Il lavoro autonomo occasionale, quindi, deve essere un’attività autonoma esercitata senza vincoli che non richiede l’apertura di Partita Iva proprio perchè svolto in maniera saltuaria (e quindi svolto senza i requisiti della professionalità).

Nel suo caso, quindi, avendo un contratto da settembre a giugno non si tratterebbe si lavoro occasionale ed in ogni caso si tratterebbe di lavoro subordinato uscendo, di conseguenza, dai limiti consentiti.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.