Pensione Quota 100: la proposta di far pagare i contributi ai pensionati? C’è sempre la RITA e l’Ape Volontario?

Pensione Quota 100: la proposta di far pagare i contributi ai pensionati? C’è sempre la RITA e l’Ape Volontario che permettono l’uscita con 20 contributivi.

Pensione Quota 100: una lettrice ci scrive che non è riuscita ad arrivare ai requisiti contributivi necessari per ottenere una pensione decente, ha 64 anni e con la quota 100 arriverebbe alla pensione a 73 anni. Secondo lei questo sistema rischia di tenere le persone nel mondo del lavoro per più del tempo dovuto, penalizzando i giovani che dopo studi estenuanti e concorsi vari, continuerebbero a rimanere solo spettatori di fronte a personale arretrato e troppo vecchio ad adeguarsi alle nuove tecnologie. Finisce con l’illustrare la possibilità di far versare i contributi ai pensionati per migliorare la situazione pensionistica ed alleggerire l’Inps.

Quota 100 e versamento dei contributi ai pensionati

PensionePer quanto difficile sia la posizione in questo momento del Governo per cercare di mettere tutto insieme, la sua proposta è alquanto particolare. Nessun pensionato sarebbe contento di continuare a pagare i contributi anche in pensione. Oggi arrivare alla pensione è davvero difficile e a mio parere una cosa del genere scatenerebbe una vera rivoluzione, per tanti motivi. In riferimento alla donna che non è riuscita ad arrivare ai 36 anni di contributi per la futura Quota 100, c’è sempre la possibilità di andare in pensione anticipata con l’Ape Volontario o la Rendita Anticipata Temporanea – RITA. Infondo queste due misure finanzierebbero la pensione fino ad arrivare all’età pensionabile.

In cosa consiste l’APE Volontario

L’Ape Volontario è un prestito commisurato e garantito dalla pensione di vecchiaia che il beneficiario otterrà alla maturazione del diritto.

Il prestito è erogato dalla banca in quote mensili nell’arco di un anno, per richiederlo non occorre cessare l’attività lavorativa, ma è necessario avere una età minima di 63 anni e aver maturato un’anzianità contributiva non inferiore a 20 anni. I requisiti contributi e l’importo di pensione:

  • Anzianità contributiva non inferiore a venti anni, utile per conseguire la pensione di vecchiaia;
  • Importo dell’assegno pensionistico non inferiore a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale di cui all’articolo 3, comma 6, della legge n. 335 del 1995, per i soggetti con riferimento ai quali il primo accredito contributivo decorre dal 1° gennaio 1996;
  • Importo dell’assegno pensionistico, al netto della rata di ammortamento corrispondente all’APE richiesta, pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo previsto nell’assicurazione generale obbligatoria.

Per sapere di più, leggere: APE Volontario: online il Simulatore e la domanda di certificazione

Rendita Integrativa Temporanea Anticipata – RITA

La RITA, una nuova opportunità per tanti, apre le porte a:

  • ai dipendenti a cui mancano al massimo cinque anni dalla pensione di vecchiaia;
  • chi accede a forme di esodo incentivato, isopensione e fondo esuberi, sempre nel paletto dei cinque anni dalla pensione di vecchiaia;
  • i percettori di APE volontario, strumento che si può cumulare con la RITA.

Il requisito contributivo richiesto per accedere alla RITA è di un minimo di 20 anni di contributi versati in gestione previdenziale obbligatoria e cinque anni versati al fondo di previdenza complementare.

I consulenti del lavoro nella circolare n. 7/2018, in collaborazione con Mefop (società per lo sviluppo del Mercato dei Fondi Pensione del ministero delle Finanze), hanno chiarito come effettuare il calcolo e se conviene in base alle diverse tipologie degli aventi diritto.

Per sapere di più, leggere: RITA, con 20 anni di contributi, calcolo e convenienza

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Redazione NotizieOra

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