Pensione quota 100: le 5 domande sulla nuova misura pensionistica

Una risposta alle 5 domande ricorrenti sulla quota 100 dopo l’ufficializzazione del decreto pensioni 2019.

Dopo che il decreto ufficiale per la quota 100 è stato reso pubblico possiamo sciogliere i dubbi che ancora aleggiano sulla nuova misura che da aprile 2019 permetterà il prepensionamento con 62 anni di età e 38 anni di contributi potendo chiarire in modo definitivo i paletti imposti dalla misura e le finestre di accesso alla pensione.

Quota 100: somma di età e di contributi?

Un nostro lettore ci chiede: “Si può andare in pensione a 64 anni di età con 36 anni di contributi?”. La risposta, purtroppo è no.

La quota 100, anche se ancora non è chiaro a tutti, non è ottenuta dalla somma dell’età e dei contributi ma è necessario il rispetto dei paletti anagrafici e contributivi imposti: si può accedere alla misura solo possedendo almeno 38 anni di contributi e avendo maturato almeno 62 anni di età. In tutti gli altri casi non si tratta propriamente di una quota 100.

Quota 100 o pensione anticipata

Un altro lettore ci scrive “Buona sera, sono nato il 3 agosto 1957, ho finito il servizio militare a luglio del 1978 ( riscattato), da Settembre 1976 a Dicembre 1976 ho svolto un lavoro stagionale di 14 settimane ed iniziato a lavorare in modo continuativo da Aprile 1979; con la pensione anticipata di 42 anni e 10 mesi quando potrò andare in pensione? Grazie”. 

Per accedere alla pensione anticipata con requisiti Fornero bisogna maturare 42 anni e 10 mesi di contributi se si è uomini o 41 anni e 10 mesi di contributi se si è donne. Nel suo caso possiede 40 anni e qualche mese di contributi effettivi a cui sommare 1 anno di contributi figurativi per il servizio militare. In teoria, quindi, per accedere alla pensione anticipata le mancherebbero almeno 1 anno e 7 mesi di contributi.  Il 3 agosto del 2019, però, lei compie 62 anni e potrebbe, con i contributi maturati, accedere alla quota 100, con decorrenza della pensione 3 mesi dopo.

Pensione con quota 100: serve costanza di lavoro?

Un lettore ci ha contattato per risolvere alcuni dubbi sul suo futuro pensionamento e ci scrive: “Salve, ho un quesito che nessuno è riuscito a chiarirmi.Ho 60 anni e 40 di contributi con poste italiane. A giugno terminerò l’attività lavorativa: mi chiedo se per i due anni che mancano ai 62 per ricevere la pensione dovrò continuare a versare i contributi oppure no. Grazie Saluti”.

Per accedere alla pensione non è necessario essere in costanza di rapporto di lavoro ma basta aver maturato i requisiti anagrafici e contributivi necessari. Non serve, quindi, per accedere alla quota 100, continuare a versare i contributi (visto che è in possesso già di 40 anni di contribuzione versata) in attesa del compimento dei 62 anni.

Pensione quota 100 e finestre di accesso

Sono in molti a chiedersi quando è possibile accedere alla pensione con la nuova misura dopo che si è molto parlato delle finestre di accesso e un nostro lettore ci chiede: “Buongiorno Signori, oggi, ho 41 anni di contributi e il 30 settembre compirò 62 anni, da quando potrò andare in pensione. Grazie e cordiali saluti. “.

Le finestre di accesso prevedono un’attesa di 3 mesi dal raggiungimento dei requisiti per i dipendenti privati, 6 mesi per i dipendenti pubblici e l’accesso al 1 settembre per i dipendenti pubblici del comparto scuola .

Se compie i 62 anni richiesti a fine settembre la decorrenza della pensione sarà per il 1 dicembre 2019.

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Patrizia Del Pidio

Sono attualmente direttrice responsabile della testata online Investireoggi.it e collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it.Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.