Pensione quota 100 o di vecchiaia: cosa conviene?

Anche se anticipando la pensione si percepisce un importo mensile più basso è da mettere in conto diversi fattori che vanno a pesare sul piatto della bilancia.

Il dubbio di chi deve scegliere tra pensione di vecchiaia ed eventuale pensione anticipata è spesso rappresentato dall’incidenza che l’anticipo potrebbe avere sull’assegno previdenziale. Ovviamente lavorando meno anni e versando meno contributi l’importo sarà più basso anticipando.

Pensione di vecchiaia o quota 100?

Un lettore ci scrive:

Buongiorno ho 62 anni e 4 mesi di età e lavoro in Poste dal 2 luglio 91, con un anno di militare e sei mesi in aziende private. Assunto in Poste ho fatto causa presso il Tar come vincitore di concorso ma chiamato cinque anni dopo. Il giudice mi ha riconosciuto i cinque anni dal punto di vista giuridico ma non economico, per cui l’INPS mi ha detto che se li voglio riconosciuti come contributi li devo pagare. Non so se mi conviene perché da un calcolo approssimativo dovrei pagare quasi 50 mila euro. Nel frattempo mi è stata riconosciuta una invalidità del 75% a cui ho fatto ricorso e sono in attesa di visita. Ho fatto fare un calcolo dal consulente di poste per il mio stato pensionistico e mi ha detto che se voglio posso andare in pensione con quota 100. Il mio dubbio se accettare o meno è l’importo della pensione di quanto sarà o se mi conviene aspettare i 67 anni. Grazie della risposta che spero sollecita per una decisione. 

Da quello che scrive, considerando anche l’anno di militare e i sei mesi presso azienda privata dovrebbe essere in possesso di 40 anni e sei mesi di contributi. 

Il riscatto dei 5 anni di contributi riconosciuti giuridicamente, a mio avviso, non le conviene affatto: i contributi da riscatto, infatti, convengono solo quando permettono un anticipo sui tempi di pensionamento e a lei non servono questi contributi per poter anticipare prima dei 67 anni, avendo già diritto alla pensione con quota 100.

Ai soli fini economici, infatti, il riscatto dei contributi richiede almeno un decennio per essere ammortizzato e sinceramente la spesa dell’onere non giustifica l’incremento dell’importo pensionistico, davvero molto basso.

Per quanto riguarda l‘importo della pensione: ovviamente se attende il pensionamento di vecchiaia l’importo della pensione sarà decisamente più alto visto che oltre a versare poco più di 4 anni di contributi in più si vedrebbe applicare un coefficiente di trasformazione più alto a 67 rispetto a quello applicato a 62.

Non so dirle, però, di quanto sarebbe differente l’importo dell’assegno (per questo dovrebbe farsi fare delle simulazioni da un patronato per capire quando andrebbe a perdere pensionandosi 4 anni e mezzo prima).

In ogni caso, quello che sostengo sempre è che è pur vero che anticipando si viene ad avere diritto ad un assegno pensionistico minore (e non a causa di penalizzazione ma per i motivi che le ho descritto sopra) ma è anche vero che si smette di lavorare prima, si versano meno anni di contributi e si percepisce la pensione spettante per un numero maggiore di anni e questo, in qualche modo, dovrebbe compensare la lieve perdita registrata sul calcolo dell’assegno.

Poi, ovviamente, le valutazioni sulla reale convenienze sono del tutto personali e ognuno deve capire, nel proprio caso, cosa convenga maggiormente.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.