Pensione quota 100: sarà cancellata dagli accordi UE? La verità

La continuazione della quota 100 è messa a rischio dagli accordi per il recovery fund?

La preoccupazione di molti, in queste settimane che si parla di recovery fund, è quella che gli accordi con l’UE possano portate ad una prematura cancellazione della quota 100, la misura che permette, dal 2019, il pensionamento con 62 anni di età unitamente a 38 anni di contributi.

Riforma pensioni e destino quota 100

Anche se da parte di Bruxelles ci sono state delle raccomandazioni a tutti i Paesi, per l’Italia il discorso, messo in campo di diverse nazioni, si è incentrato sulla quota 100.

Per onore di cronaca bisogna sottolineare che l’UE non ha fatto alcuna richiesta esplicita all’Italia a tal proposito e in tema previdenziale.

L’idea, quindi, è quella che la misura previdenziale possa restare in vigore fino alla sua naturale scadenza, il 31 dicembre 2021 senza che eventuali accordi con l’Europa possa in qualche modo anticipare l’addio alla quota 100. A ta proposito consigliamo la lettura dell’articolo: Riforma pensioni: per Elsa Fornero la quota 100 è solo una deviazione

Un possibile rinnovamento della misura, però, dopo il 31 dicembre 2021 sembra assai improbabile: da una parte per le premesse dell’UE sul suo reale bisogno, e dall’altra perchè la misura è stata pesantemente criticata da più parti dagli esponenti della politica italiana.

L’esecutivo, quindi, dovrà provvedere in qualche modo a sostituire la quota 100 a partire dal 1 gennaio 2022 poichè l’alternativa sarebbe quella di lasciare soltanto i pensionamenti previsti dalla Legge Fornero che creano, però, uno scalone di 5  anni nei pensionamenti dal 2021 al 2022.

Bruxelles a tal riguardo suggerisce di applicare una penalizzazione all’assegno previdenziale per far quadrare i conti e non pesare troppo sul bilancio del Paese. Il taglio dovrebbe interessare tutti coloro che si pensionano prima dei 67 anni.

Le ipotesi che sembrano le più accreditate al momento rimangono la trasformazione della quota 100 in quota 102 e la pensione a 64 anni.

Claudio Durigon, in un’intervista rilasciata a “La Verità”, afferma che la quota 100 ha avuto un ruolo fondamentale per i giovani. Avendo mandato in pensione oltre 300mila lavoratori ingabbiati dalla Legge Fornero (che ricordiamo ha imposto all’improvviso da 1 a 5 anni di lavoro in più).

La quota 100 er Durigon non è stata importante soltanto per chi è riuscito a pensionarsi ma anche per i giovani che sono riusciti, grazie ai pensionamenti, a trovare una collocazione. La quota 100, quindi, ha consentito il ricambio generazionale soprattutto in quei settori in cui le assunzioni erano bloccate da tempo, come ad esempio la scuola.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.