Pensione quota 100: se mi dimetto prima del raggiungimento del diritto

Per chi è vicino al pensionamento ma non ha raggiunto il requisito contributivo, le dimissioni non sono una buona idea. Vediamo perchè.

Per accedere alla pensione con la quota 100 è necessario maturare sia i 62 anni di età, sia i 38 anni di contributi. Il requisito contributivo può essere raggiunto anche in costanza di fruizione dell’indennità di disoccupazione poichè la stessa da diritto alla contribuzione figurativa per l’intero periodo.

Pensione quota 100, Naspi e dimissioni

Una lettrice scrive per chiedere:

Il prossimo anno è precisamente ad aprile 2021 maturo i requisiti per la pensione quota 100.quindi a luglio 2021 dovrei smettere di  lavorare.Il mio datore di lavoro ha pensato bene dopo 38 anni di lavoro di farmi fuori prima, infatti mi ha inviato lettera di richiamo per motivi insussistenti, la domanda è questa:Visto che la convivenza ormai è insostenibile, se mi licenzio, ho diritto alla disoccupazione?Gradirei una risposta, grazie. 

Se ha già maturato i 38 anni di contributi necessari può anche dimettersi ed attendere la maturazione della quota 100 senza lavorare, ma se non ha ancora raggiunto i contributi necessari le consiglio di non dimettersi.

La Naspi, infatti, spetta solo nel caso che lo stato di disoccupazione sia involontario. Le dimissioni, essendo una scelta del lavoratore, non rientrano tra i casi di disoccupazione involontaria e, quindi, non si rientra nel diritto della Naspi.

I consigli nel suo caso potrebbero essere due: da una parte può parlare con il datore di lavoro per capire se ci si riesce a mettere d’accordo su un ipotetico licenziamento (ma non tutti i datori di lavoro si prestano, soprattutto se i rapporti, nel corso degli anni, si sono deteriorati).

Dall’altra parte, invece, potrebbe attendere altre lettere di richiamo (visto che la prima è arrivata per motivi inesistenti) visto che alla terza lettera di richiamo scatta il licenziamento.

In ogni caso, se non riesce ad ottenere di essere licenziata, a mio avviso le conviene stringere i denti e continuare a lavorare fino ad aprile, magari fruendo di eventuali ferie residue e estinguendo i permessi che ha maturato nel periodo che la separa dal pensionamento. 


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.