Pensione quota 100: si rischia il ricalcolo contributivo con perdita del 25%?

Quali sono le penalizzazioni previste per la quota 100 per chi la sceglie al posto della pensione anticipata?

Buongiorno,

A mio marito all’ inizio dell’ anno è arrivata la busta arancione con la simulazione della sua pensione, lavoratore nel privato dipendente
Lui con l’ adeguamento della Fornero nel 2019, andrebbe con 43 anni e 3 mesi, all’ incirca dall’ agosto 2020.
Ma ha già adesso 62 ,compiuti a luglio.
Cose cambierebbe se andasse l’ anno prossimo con 62 e 38, perché il governo dice che non ci saranno, mentre continuo che con i calcoli del contributivo ci sarebbe un taglio del 20 25%, addirittura oggi Repubblica dice 1/5.
Ma questo succederebbe solo per il pubblico o anche per il privato?
Perché altrimenti attenderebbe il periodo giusto controllando bene tutti i contributi.
Grazie.
 
La pensione quota 100, nonostante quello che si dice, non prevede penalizzazioni sul calcolo dell’assegno pensionistico. In un primo momento, in una delle prime ipotesi della riforma pensionistica, quando ancora si parlava di requisiti di 64 anni per l’accesso, si era ipotizzato una possibile penalizzazione con il ricalcolo contributivo della pensione che avrebbe portato, appunto, ad un taglio dell’assegno pensionistico che avrebbe sfiorato il 30%. L’attuale quota 100, però, non prevede penalizzazioni e l’assegno sarà calcolato come qualsiasi altra pensione con metodo misto in base agli anni in cui sono stati versati i contributi.
Le penalizzazioni di cui si parla e si polemizza negli ultimi giorni riguardano, invece (e a mio avviso non possono essere definite penalizzazioni) quanto un lavoratore perderebbe accedendo alla quota 100 con 38 anni di contributi piuttosto che continuare a lavorare fino al raggiungimento dei 43 anni e 3 mesi o fino ai 67 anni per la pensione di vecchiaia. Ovviamente, versando meno contributi la pensione sarebbe più bassa ma non per colpa del calcolo della quota 100 ma per i mancati contributi versati. Per questo affermo che non si può parlare di penalizzazione.
 
Nel caso di suo marito, poi, i contributi in meno versati sarebbero di circa un anno e la perdita sull’assegno pensionistico lavorando un anno in meno potrebbe essere di 30/40 euro mensili.
 
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Redazione NotizieOra

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