Pensione quota 41, cassa integrazione e licenziamento: si rientra?

E’ possibile per un lavoratore in cassa integrazione aderire alla quota 41 se viene licenziato ed accede alla Naspi?

La pensione con la quota 41 permette il pensionamento a chi ha iniziato a lavorare molto presto e si trova nella condizione di rientrare in uno dei profili di tutela previsti dalla normativa. Per poter rientrare nella pensione anticipata in oggetto è necessario aver versato almeno 12 mesi di contributi derivanti da lavoro effettivo prima del compimento dei 19 anni di età.

Pensione quota 41 dopo cassa integrazione e Naspi

Un lettore ci scrive per chiedere:

Buongiorno sono un lavoratore precoce ho 57 anni e 5 mesi sono stato assunto il 14/4/1978 il 31 luglio ho compiuto 41 anni di contributi e adesso sono in cassa integrazione e dopo sarò licenziato usufruendo la NASPI prevista di 10 mesi. Rientro nella quota 41?

Avendo già raggiunto i 41 anni di contribuzione minimi richiesti dalla misura e avendo iniziato a lavorare prima dei 17 anni soddisfa 2 sui 3 requisiti richiesti.

Per poter aver diritto al pensionamento con la quota 41, infatti, è necessario che rientri in uno dei 5 profili tutelati che sono: 

Precoci disoccupati: possono accedere alla pensione quota 41 i lavoratori dipendenti che si trovino in stato di disoccupazione e che abbiano terminato di fruire almeno da 3 mesi dell’intera Naspi spettate (o altra indennità di disoccupazione).

Precoci caregiver: si possono pensionare i lavoratori dipendenti o autonomi che al momento della presentazione della domanda di pensione assistono da almeno 6 mesi un familiare convivente con grave disabilità in base alla legge 104 (articolo 3, comma 3).

Precoci invalidi: possono fruire della misura i lavoratori dipendenti o autonomi che abbiano un’invalidità civile certificata pari o superiore al 74%.

Precoci usuranti o gravosi: alla misura, infine, è permesso l’accesso anche ai lavoratori che svolgono lavori particolarmente usuranti o mansioni gravose.

Lei, una volta terminata la fruizione dell’intera Naspi spettante (che ha detto essere di 10 mesi) dovrà attendere 3 mesi senza percepire l’indennità prima di avere diritto al pensionamento con la quota 41. Potrà in ogni caso, presentare domanda di pensione anche prima della scadenza dell’indennità di disoccupazione visto che, comunque, per poter rientrare nel diritto la domanda di riconoscimento deve essere presentata entro il 1 marzo di ogni anno. 

Per potersi pensionare, quindi, dovrà attendere la fine della cassa integrazione (non si sa ancora se verrà prorogata fino al termine del 2020), percepire tutta la Naspi spettante e attendere 3 mesi dal termine dell’indennità di disoccupazione.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.