Pensione quota 41 e riconoscimento lavoro usurante: 7 anni contati come?

Per essere riconosciuto il lavoro usurante è necessario che sia stato svolto o per metà della vita lavorativa o per almeno 7 anni nei 10 che precedono

I lavoratori precoci possono accedere, se in possesso di determinati requisiti, al pensionamento con 41 anni di contributi richiedendo il riconoscimento dei benefici a loro dedicati. Tra i profili che possono rientrare in questo tipo di pensionamento c’è quello dedicato ai lavori usuranti. Vediamo quali paletti è necessario rispettare.

Lavoro usurante e pensione

Una lettrice ci scrive:

Buonasera
Mio marito ha fatto domanda a marzo 2019 per pensione anticipata lavori gravosi in quanto dal 1998 e’ dipendente di una ditta e guida mezzi pesanti, solo che nel 2014 e’ stato messo in mobilita’ fino al 2015 non ha lavorato poi lavori saltuari di due mesi fino a dicembre 2017 che e’ fisso fino a oggi
La domanda e’ stata rifiutata..nessuno ha saputo dirmi il perche’ ne’ Inps e ne’ patronato
Forse perche’ ha interrotto con la mobilita’?
Ma 7 anni negli ultimi 10 devono essere continuativi? Non e’ specificato da nessuna parte che devono essere continuativi.
E’ ovvio che ha un anno di lavoro prima dei 19 anni, attualmente ha 61 anni e 41 anni e 7 mesi di contributi.

Purtroppo per essere riconosciuti come lavoratori usuranti è necessario che la mansione usurante sia stata svolta o per la metà della vita lavorativa o per almeno 7 anni nei 10 anni che precedono la domanda di pensione.

Se suo marito ha svolto lavoro usurante fino al 2014 e poi fino al 2017 non ha lavorato per riprendere con lavori saltuari, i 10 anni che precedono il pensionamento (arco temporale 2009 -2019) non contengono i 7 anni di lavoro usurante (che non devono essere per forza consecutivi)   poichè per 3 anni è stato fermo e per 2 ha svolto lavori saltuari che, anche se rientrassero nel lavoro usurante, non coprirebbero 24 mesi di contribuzione. Per questo motivo, credo, la domanda di pensionamento con quota 41 è stata respinta.

In ogni caso, compiendo il prossimo anno i 62 anni di età potrebbe accedere alla quota 100, con almeno 38 anni di contributi e con almeno 62 anni di età o, in alternativa con un altro anno e 3 mesi di contributi maturati alla pensione anticipata ordinaria per la quale, agli uomini, sono richiesti 42 anni e 10 mesi di contributi.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.