Pensione quota 41 precoci: quali sono i contributi utili per l’accesso?

Quanti contributi utili sono necessari per accedere alla pensione quota 41 riservata ai lavoratori precoci? Scopriamo cosa prevede la normativa.

Per i lavoratori precoci esiste la possibilità di accedere alla pensione anticipata con soli 41 anni di contributi se rientrano in uno dei profili tutelati (disoccupati, caregiver, invalidi, usuranti e gravosi). Il dubbio che può nascere, visto che il limite viene richiamato da diverse misure, e se nei 41 anni di contributi richiesti per l’accesso se ne devono maturare obbligatoriamente un certo numero che non siano figurativi.

Quota 41 e contributi utili

Un lettore scrive per chiedere:

Salve: sono un lavoratore di 57anni e 8mesi con 39,3 di contributi.

Domanda: quanti anni di contributi UTILI (cioè non  figurativi) servono per avere diritto alla pensione lavoratori precoci ?

Io faccio queste domande perché  essendo assunto dopo il 2015  sono un Job ACT, dopo un periodo tranquillo cominciano col crearti problemi con altri colleghi.

Questo finalizzato a tenerti sotto pressione per farti prima o poi reagire , in modo di poterti infliggere  provvedimenti DISCIPLINARI.

Questi ultimi servono per poterti licenziare con  giusta causa, e non pagare le 2 mensilità annue  che spettano al lavoratore licenziato senza giusta causa!

Gli unici contributi utili per accedere alla pensione lavoratori precoci con la quota 41 sono quelli che attestano l’appartenenza alla categoria dei precoci, ovvero quelli versati prima del compimento dei 19 anni di età pari a 12 mesi. Per raggiungere questo requisito, infatti, non possono essere utilizzati contributi figurativi o da riscatto ma i 12 mesi in questione devono derivare obbligatoriamente da lavoro effettivo.

Per il raggiungimento dei 41 anni di contributi, eccettuati i 12 mesi per il riconoscimento precoce, poi, possono essere utilizzati contributi versati a qualsiasi titolo siano essi da ricongiunzione, da riscatto o figurativi.

Non c’è quindi, un limite stabilito per i contributi figurativi utilizzabili per l’accesso alla quota 41.

Da tenere presente, inoltre, che nel caso di lavoratore disoccupato i contributi derivanti dalla Naspi obbligatoria per l’accesso, possono essere utilizzati per il raggiungimento del requisito contributivo dei 41 anni.

In ogni caso altro limite imposto dalla misura è che si possieda anzianità contributivo al 31 dicembre 1995 (non possono accedere alla quota 41 coloro che hanno iniziato a lavorare nel 1996: attualmente il problema non si pone visto che chi ha iniziato a lavorare nel 1996 ad oggi possiede soltanto 24 anni di contribuzione versata).


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.