Pensione RITA a 61 anni di età e 20 anni di contributi con il fondo Espero

Pensione Rita e Fondo Espero, per rilanciare la previdenza. Il lavoratore ha la possibilità di decidere se accedere a tutto o parte del montante.

Pensione Rita e Fondo Espero, per rilanciare la previdenza complementare tra i lavoratori della Scuola. Analizziamo la pensione anticipata con la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata per chi ha aderito il Fondo Espero, convenienza e costi.

Cosa sono i fondi pensioni o fondo Espero?

Quando parliamo del Fondo Espero, facciamo riferimento al Fondo pensione nato nel 2004 destinato al pubblico impiego, diretto nello specifico per tutti i dipendenti della Scuola.

Il fondo funziona il modo molto semplice il dipendente che decide di aderire alla Fondo Espero versa una tantum pari a 2,58 euro come quota di adesione. Somma che gli viene trattenuta dalla busta paga.

Inoltre, al dipendente tocca versare la quota obbligatoria dell’1% della retribuzione. Resta, un’altra quota del tutto facoltativa del 2% se rientra nel regime di trattamento di fine servizio (TFS). Nel caso in cui sia stato assunto dopo il 1° gennaio 2001 può versare fino al 10% sulla retribuzione ritenuta utile.  Al datore di lavoro tocca versare l’1% della retribuzione. Si tratta di un contributo versato dal datore di lavoro solo nel caso in cui il dipendente  sia iscritto al fondo.

I dipendenti che aderiscono al fondo pensione possono accedere alla riscossione della rendita RITA, fino al passo successivo che porta alla pensione.

Pensione anticipata RITA: ecco come fare domanda (la circolare)

Pregi e difetti

L’accesso ai fondi garantisce di poter lasciare il posto di lavoro circa 5 anni prima o in ad alcuni casi si parla addirittura di 10 anni prima, per i disoccupati da circa due anni. Va visto come un ottimo incentivo fiscale, in quanto, offre delle maggiori agevolazioni a paragone dell’Ape volontaria.

L’anticipo di pensione garantisce di lasciare il posto di lavoro anche fino a 3 anni e 7 mesi ancor prima della soglia della pensione di vecchiaia. C’è da dire, che a paragone il costo della rendita Rita è nettamente inferiore a quello della rendita Ape (un prestito avallato dalla banca, che viene poi successivamente rimborsato nel corso di 20 anni attraverso delle adeguate trattenute mensili con cadenza regolare sulla pensione).

Quali sono i requisiti per richiedere la Rita?

Possono accedere alla Rita tutti i lavoratori dipendenti, se in possesso di specifici requisiti, quali:

  • cessazione del lavoro e intervallo dall’accesso alla pensione di vecchiaia che non sia maggiore di 5 anni, con circa 61 anni e 7 mesi. Tale soglia dal prossimo gennaio 2019 passa a 62, con circa 20 anni contributivi;
  • inoccupazione che superi i due anni e intervallo dall’accesso dalla pensione di vecchiaia che non sia maggiore di 10 anni, con 56 anni e 7 mesi. Tale soglia dal 2019 passa a 57;
  • per accedere alla Rita in entrambi i casi occorrono 5 anni d’iscrizione al fondo.

Dove presentare la domanda?

La domanda  va inoltrata ai fondi. Rientra tra le facoltà del lavoratore la possibilità di decidere se accedere a tutto il tutto o parte del montante, in relazione alla rendita che richiede. In riferimento al fondo Espero, è possibile scaricare qui la domanda da compilare:  Fondo Espero_Mod_RITA

Inoltre, va ricordato che alla domanda deve essere allegata la seguente documentazione:

  • copia del documento di identità dell’associato;
  • attestazione della maturazione dei 20 anni di contributi nel regime obbligatorio di appartenenza:
    – opportuna certificazione rilasciata dall’Ente previdenziale di appartenenza (es. estratto conto integrato o altra certificazione);
    – in alternativa al precedente punto, una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (autenticata da un notaio, cancelliere, segretario comunale, o altro dipendente incaricato dal Sindaco) nonché un impegno scritto a produrre, in caso di richiesta da parte di Fondo Espero, la documentazione necessaria a comprovare le dichiarazioni rese.
  • al fine di comprovare la sussistenza dello stato di inoccupazione, è necessario presentare un certificato del Centro per l’impiego recante indicazione della data di iscrizione alle liste di disoccupazione e della permanenza del relativo status.

Quali sono gli incentivi fiscali?

Accedendo alla Rita si beneficia di un regime fiscale particolarmente agevolato. La ritenuta da versare al fondo è pari al 15%, per ogni anno di partecipazione al fondo scatta una riduzione pari allo 0,30%, fino a toccare una aliquota piccola pari al 9%.

Vista sotto questi aspetti, la Rita va considerata come quell’originalità dalla molteplici potenzialità. Resta da dire che il suo limite è relativo all’utilizzo del fondo, ciò vuol dire che chi ha accumulato nel fondo un rilevante montante contributivo riceva un beneficio considerevole.


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Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein