Pensione RITA, con 20 anni di contributi, calcolo e convenienza

Pensione RITA – rendita integrativa temporanea anticipata, alcuni esempi di calcolo e convenienza.

La pensione RITA, una nuova opportunità per tanti, la platea di lavoratori che possono chiedere al RITA – Rendita Integrativa Temporanea anticipata, prevista nella legge di bilancio 2018, apre le porte a:

  • ai dipendenti a cui mancano al massimo cinque anni dalla pensione di vecchiaia;
  • chi accede a forme di esodo incentivato, isopensione e fondo esuberi, sempre nel paletto dei cinque anni dalla pensione di vecchiaia;
  • i percettori di APE volontario, strumento che si può cumulare con la RITA.

Il requisito contributivo richiesto per accedere alla RITA è di un minimo di 20 anni di contributi versati in gestione previdenziale obbligatoria e cinque anni versati al fondo di previdenza complementare.

I consulenti del lavoro nella circolare n. 7/2018, in collaborazione con Mefop (società per lo sviluppo del Mercato dei Fondi Pensione del ministero delle Finanze), hanno chiarito come effettuare il calcolo e se conviene in base alle diverse tipologie degli aventi diritto.

Pensione RITA: requisiti

Per accedere alla RITA viene richiesto un requisito fondamentale che consiste nei cinque anni dalla pensione di vecchiaia, quindi fino al 31 dicembre 2018 il requisito dell’età è pari a 66 anni e 7 mesi, mentre nel 2019 è 67 anni. Gli aumenti dell’età pensionabile, potranno dare luogo ad una rimodulazione del calcolo e dell’erogazione.

Pensione Rita, i nuovi requisiti 2018, i chiarimenti da COVIP

Esempi di calcolo

Analizziamo un lavoratore dipendente nato a marzo del 1954, che ha maturato 20 anni di contributi INPS e 20 in un fondo complementare, con montante complessivo accantonato pari a 100mila euro. Il lavoratore matura la pensione nel 2021.

Prima ipotesi

Il lavoratore, decide di utilizzare l’intero montante accumulato per chiedere 36 mesi di RITA. Prestazione mensile lorda, 2.777 euro, con aliquota fiscale al 13,5% (il 15% meno lo 0,3% per ogni anno di iscrizione successo al 15esimo). L’imposta è quindi pari a 375 euro, il netto mensile sarà di 2.402 euro.

Seconda ipotesi

L’assicurato chiede di riservare alla RITA solo la metà del montante accumulato. In questo caso, avrà una rendita di 1.200 euro netti al mese per 36 mesi e un valore netto del capitale residuo di 43.700 euro.


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Redazione NotizieOra

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