Pensioni e coronavirus: rientreranno anche gli esclusi nella quiescenza?

Con l’emergenza COVID ci saranno variazioni nelle pensioni e saranno ricompresi anche gli esclusi dell’Ottava Salvaguardia?

Molti pensano che con il coronavirus potrebbe esserci una sorta di rivoluzione nelle pensioni, altri sperano che, proprio a causa della crisi potrà essere permesso di andare in pensione anche agli esclusi. Un resoconto diffuso su Facebook dall’amministratrice del Comitato 6000 esodati esclusi, Gabriella Stojan, che appare molto interessante.

Pensione coronavirus ed esclusi

Come portavoce degli esodati la Stojan nel corso di una videoconferenza indetta per la riapertura dell’ottava salvaguardia, ha voluto ripercorrere tutte le richieste degli esclusi. I segretari confederati di UIL, CGIL e CISL, hanno confermato, in ogni caso, il loro massimo impegno per la sanatoria agli esclusi e per portare a termine l’incresciosa vicenda.

La Stojan nel corso della videoconferenza con le parti sociali ha prontamente ribadito le richieste dei circa 6000 esodati di cui è portavoce e nel dettaglio:

• gli ultimi esodati rimasti sono tutti over 60 ed in questo momento si trovano anche ad essere nella fascia di età a rischio COVID

• la mutilazione dell’ottava salvaguardia, che ha escluso una parte degli aventi diritto, va rivista

• son passati 3 anni e 3 governi dall’ottava salvaguardia e gli esclusi sono ancora esclusi

• l’ottava salvaguardia, viene sottolineato, ha portato ad una discriminazione gravissima applicando sulla data di decorrenza della pensione il criterio del requisito previdenziale solo per una categoria, lasciando tutte le altre con una disparità fino a 5 anni

• richiesta da 3 anni è la riapertura dei termini dell’ottava salvaguardia

• si chiede, inoltre, oltre quello che prevede l’ottava salvaguardia, che per i lavoratori penalizzati dalla stessa si applichi un blocco dell’età pensionabile e dei requisiti contributivi al 2017, senza applicare aumenti per l’adeguamento alla speranza di vita.

La Stojan ribadisce che il diritto alla pensione è, appunto, un diritto e gli esclusi non possono sentirsi rispondere che non ci sono le risorse (anche perchè dalla chiusura dell’Ottava Salvaguardia sono avanzati circa 770 milioni che potrebbero permettere la sanatoria richiesta).

A quantificare gli esclusi, in ogni caso, dovrebbe essere l’INPS stanziando anche le risorse necessarie.

Ovviamente non si sa ancora come andrà a finire ma resta la speranza che prima o poi venga posta la parola fine all’incresciosa ingiustizia provocata dall’ottava salvaguardia.

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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.