Pensioni in calo: meno 524 euro per assegni di 1900 euro

Pensioni in calo: a causa della mancata rivalutazione dell’assegno i pensionati percepiscono assegni sempre più poveri, con una perdita di 524 euro

Il nuovo governo Conte bis non ha tra le priorità quella di prendere in carico gli assegni pensionistici e il cuneo fiscale, che rimane ancora in sospeso per la legge di Bilancio 2020. Si è stimato che più di 16 milioni di pensionati vedranno perdere il potere di acquisto del loro assegno pensionistico già al triennio in corso fino al 2021. La Fnp-Cisl ha effettuato un’analisi dell’andamento degli assegni di pensione prendendo in esame quelle netta di 1.600, 1.700 e 1.900 euro. Si è visto che la mancata rivalutazione degli assegni all’inflazione alle pensioni superiori a tre volte il minimo comporterà una perdita fino a circa 500 euro mensili per milioni di pensionati.

Pensioni: assegni in riduzione già dal trimestre corrente

Leggendo i numeri relativi dall’analisi della Fnp-Cisl si può notare che si perde mensilmente per le pensioni fino a 1.600 euro netti mensili (con pensione lorda a 2.100 euro) 4,67 euro nel 2019. Nel prossimo anno, la perdita salirà a 10,74 euro al mese e nel 2021 a 20,51. In totale, chi prende una pensione fino a 1.600 euro, nel triennio 2019-2021 perderà 467 euro e, a partire da ciascun anno successivo, 267 euro.

Prendendo in considerazione l’indice definitivo di rivalutazione calcolato dall’Istat per il 2019 pari all’1,1% e l’indice previsto dall’ultimo Documento di economia e finanza per il 2020 pari all’1,4% e del 2,2% nel 2021, le pensioni nette di 1.700 euro avranno una perdita ancora più consistente. Prendendo in considerazione chi percepisce un assegno pensionistico lordo di 2.300 euro, la perdita mensile per il 2019 è di 4,96 euro, in aumento nel 2020 a 11,50 e nel 2021 a 21,76. In totale nel triennio 2019-2021 la perdita sarà di 496 euro e per ogni anno successivo di 283 euro.

Riduzione per la Quota 100 dal 2022

Per le pensioni nette mensili di 1.900 euro, la perdita sarà ancor più consistente a partire dal 2022. La perdita riguarda anche una parte di chi percepisce una pensione media di Quota 100. Infatti, nell’anno in corso, la perdita al mese è di 5,24 euro, in aumento nel 2020 a 12,05 euro e a 23,01 nel 2021.

Per il triennio 2019-2021 per questo scaglione la riduzione dell’assegno sarà di 524 euro e, per ogni anno successivo, quindi dal 2022, si perderanno 299 euro all’anno. la mancata rivalutazione delle pensioni è partita è dal 2011, dall’introduzione della riforma Fornero, che fa perdere soldi negli assegni pensionistici penalizzando di più le pensioni medie, quelle fino a tre volte il minimo di pensione, con un impatto più importante anche per le pensioni di importo superiore.

Inoltre, c’è anche da considerare che sulle pensioni annue lorde di tre volte il minimo pesa anche l’Irpef per il 20% corrispondenti a 4 mila euro.

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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.