Pensioni novità precoci: quando la quota 41 e quando l’anticipata ordinaria?

Pensioni novità precoci: quali possibilità hanno di accedere al pensionamento anticipato i lavoratori che non rientrano nella quota 41 ad essi dedicata?

Pensione novità precoci: in questo versante ci sono cambiamenti in ambito previdenziale? Quali sono le possibilità di pensionamento di un lavoratore che ha iniziato la sua attività in giovanissima età ed ha, quindi, accumulato un importante montante contributivo? Se la possibilità di accesso alla quota 41 per lavoratori precoci è preclusa da un paletto, quali sono le alternative?

Pensioni novità precoci: quali strade?

Un nostro lettore ci interroga scrivendo: Buongiorno, ho iniziato a lavorare in giovanissima età, assunto a 16 anni dall’azienda per la quale tutt’oggi lavoro. Ho maturato 41 anni e 8 mesi di contributi ma credo di non rientrare nella quota 41 perchè, svolgendo lavoro di archiviazione dati, non sono nè usurante nè gravoso. Non sono disoccupato, lavorando, non sono invalido nè assisto un familiare che lo sia. Non trovo giusto, però, che il fatto che sia un lavoratore precoce non venga valorizzato. Che alternative ho?

Non sempre è possibile accedere alla quota 41 per lavori precoci. Non basta, infatti, essere un lavoratore precoce che ha versato 12 mesi di contributi prima del compimento dei 19 anni di età ed aver maturato almeno 41 anni di contributi per potervi accedere. La normativa in questione prevede che quel  tipo di pensionamento anticipato sia riservato solo ai lavoratori che appartengono ad uno dei 5 profili tutelati.

Anche se c’è allo studio la possibilità di consentire a tutti coloro che hanno maturato 41 anni di contributi indipendentemente dai paletti imposti dall’attuale quota 41, tale ipotesi, come anticipato, è ancora allo studio e se dovesse venire applicata potrebbe entrare in vigore non prima del 2022.

Nel suo caso, però può lo stesso valorizzare il suo essere un lavoratore precoce poichè può, in ogni caso, accedere al pensionamento nel momento che matura i 42 anni e 10 mesi di contributi tra poco più di un anno. Avendo al momento quasi 58 anni, suppongo, non può accedere ad altre misure previdenziali di anticipo poichè per molte di esse è imposto un paletto anagrafico superiore alla sua attuale età.

Fra 1 anno e 2 mesi, in ogni caso matura i requisiti necessari per accedere alla pensione anticipata ordinaria e potrà pensionarsi 3 mesi dopo il raggiungimento di tale requisito. Dal 2019, infatti, è necessario attendere una finestra di 3 mesi dal raggiunto requisito contributivo per la decorrenza del trattamento pensionistico. I 3 mesi di finestra, in ogni caso, possono essere sia lavorati scegliendo il termine del lavoro alla decorrenza della pensione, o non lavorati, dimettendosi al compimento dei 42 anni e 10 mesi di contributi. Avendo raggiunto il requisito, infatti, è possibile attendere la pensione anche senza lavorare con la consapevolezza, però, che i 3 mesi di finestra la pensione non spetta.

 


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.