Pensioni: quanto si perde con il ricalcolo contributivo?

Pensioni flessibili con ricalcolo contributivo: la penalizzazione per i sindacati è troppo pesante. Vediamo le simulazioni.

Una delle ipotesi avanzate dal governo per poter sopperire alla scadenza della quota 100 è la pensione con ricalcolo contributivo per chi anticipa il pensionamento prima dei 67 anni. Mentre si cerca la strada per una soluzione meno penalizzante per il lavoratori la CGIL ha effettuato una simulazione per vedere che impatto avrebbe la penalizzazione portata dal ricalcolo contributivo per i futuri pensionati.

Ricalcolo contributivo, quale penalizzazione?

Attualmente il ricalcolo contributivo viene applicato nel pensionamento con l’opzione donna. La simulazione effettuata dalla CGIL si applica a lavoratori che decidessero di uscire dal lavoro a 64 anni rientrando nel sistema misto e non avendo, quindi, più di 18 anni di contributi versati prima del 1996.

Prima simulazione: lavoratore di 64 anni con reddito annuo di 23mila euro, carriera piatta e 36 anni di contributi dei quali 16 versati nel sistema retributivo. La pensione lorda, se calcolata con il sistema misto sarebbe di 1145 euro, con il ricalcolo contributivo, invece, di 801 con una perdita del 30% lordo (che si trasformerebbe in un 23% netto).

Seconda simulazione: lavoratore di 64 anni con carriera dinamica da 30mila euro l’anno, con 36 anni di contributi di cui 16 nel sistema retributivo. La pensione lorda, se calcolata con il sistema misto sarebbe di 1635 euro, con il ricalcolo contributivo, invece, di 1132 con una perdita del 32% lordo (che si trasformerebbe in un 28% netto).

Terza simulazione: lavoratore di 64 anni con carriera piatta da 23mila euro l’anno, con 30 anni di contributi di cui 10 nel sistema retributivo. La pensione lorda, se calcolata con il sistema misto sarebbe di 1041 euro, con il ricalcolo contributivo, invece, di 735 (assegno netto di 687 euro) con una perdita del 30% lordo.

Quarta simulazione: lavoratore di 64 anni con carriera dinamica da 30mila euro l’anno, con 33 anni di contributi di cui 10 nel sistema retributivo. La pensione lorda, se calcolata con il sistema misto sarebbe di 1210 euro, con il ricalcolo contributivo, invece, di 895 con una perdita del 31% lordo (che si trasformerebbe in un 26% netto).

Conclusioni

La scelta di un ricalcolo contributivo della pensione comporterebbe, quindi, per una carriera media di 30/36 anni di contributi versati una penalizzazione lorda del 30% dell’importo lordo che nel migliore dei casi si trasformerebbe in 23% netto. Stiamo parlando di cifre importanti e non di spiccioli che non possono essere sottratte dopo una vita di lavoro solo perchè si desidera anticipare la pensione di 3 anni. Se si scegliesse questa strada a mio avviso moltissimi sarebbe i lavoratore che pur di non subire la decurtazione dell’assegno continuerebbero a lavorare fino all’età di accesso alla pensione di vecchiaia. Non mi sembra questo il modo di offrire un pensionamento flessibile.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.