Pensioni quota 100: cosa sta succedendo?

Ecco di seguito qui riportate tutte le ultime novità riguardante le pensioni del sistema pensionistico Quota 100

Per poter vedere il primo assegno pensionistico, qualora la riforma del governo Lega-M5S andasse a buon fine, potrebbero volerci nove mesi. Il motivo di un “rinvio” della finestra per andare in pensione sarebbe dovuto dal timore del ministro della Pa, Giulia Buongiorno, di non riuscire a gestire il turn over che si creerà con i pensionamenti dell’anno prossimo. In sintesi, i primi dipendenti della Pa che matureranno i requisiti minimi per “quota 100” potrebbero attendere nove mesi prima di andare in pensione. Dopo il primo ciclo di pensionamenti si dovrebbe tornare alle due finestre annuali come previsto dal governo.

Pensioni Quota 41 e Di Maio

“Il 2019 sarà l’anno per risolvere questo problema”. Il vicepremier Luigi Di Maio assicura che la riforma pensioni andrà avanti con un secondo step il prossimo anno. Intanto la quota 100 partirà a inizio anno. Su quota 41 va detto che i prossimi mesi aiuteranno a capire se verrà o meno trasformata in quota 42 o quota 41e mezzo, cioè la possibilità di andare in pensione a prescindere dall’età con 41 o 42 anni di contributi.

Pensionati a 67 anni?Pensioni quota 100: cosa sta succedendo?

I requisiti per quota 100 sono minimo 62 anni e 38 di contributi, e chi non li ha, che succede? Due modi di uscita dal mondo del lavoro. La prima è la pensione di vecchiaia: 67 anni ,con un minimo contributivo di 20 anni. La seconda è la pensione legata ai contributi quota 42. Domanda di pensione al raggiungimento di 42 anni e 10 mesi di contributi un anno in meno per le donne, a prescindere dall’età. Questo perché c’è la norma che blocca l’età di vecchiaia a 67 anni anche da qui al 2022. Infatti, i demografi non prevedono un allungamento della speranza di vita nel biennio 2021-2022, anzi, nel caso dovesse crescere la mortalità nel prossimo quadriennio si potrebbe scendere sotto i 67 anni per la pensione di vecchiaia.

La proposta dei sindacati al governo

Così parla la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan:

“Quota 100 credo che sia una buonissima base di discussione e di confronto con il Governo. Rimane il tema delle donne, che ben difficilmente riescono a totalizzare 38 anni di contributi, in modo particolare al Sud. Non a caso noi proponiamo di riconoscere un anno di contribuzione per ogni figlio. La maternita’ e la paternita’ sono un bene sociale complessivo del lavoro, e quindi va riconosciuto. E poi la pensione di garanzia per i giovani questo e’ fondamentale: la legge Fornero, che mette insieme aspettativa di vita, tutto contributivo per i giovani, coefficienti che penalizzano la previdenza per i giovani ‘anziani’ del futuro, va assolutamente riformata”.

Le parole di Luigi Di Maio

“Questa cosa che varrà per un solo anno non so dove se la siano inventata. La quota 100 è una misura strutturale”. Il vicepremier ha dunque smentito le voci dei gironi scorsi secondo cui quota 100 avrebbe potuto essere una misura una-tantum valida solo nel 2019. E chiarisce le ragioni che rendono questa forma di prepensionamento una misura strutturale. “Se abbiamo promesso di superare la Fornero con Quota 100… la Fornero si supera ogni anno, non solo nel 2019”.

Quando verranno pagate le Quota 100?

La Quota 100 prevede che dal 2019 sarà possibile lasciare il lavoro a 62 anni con 38 anni di contributi. Gli interessati sono 380 mila lavoratori, dei quali circa 150 mila sono dipendenti pubblici. La Quota 100 avrà 4 finestre trimestrali per accedervi. Secondo alcuni rumors, Tria avrebbe iniziato a studiare una rimodulazione di quota 100 riducendo, a partire dagli statali, da quattro a due le finestre per andare in pensione il prossimo anno, cosa che ridurrebbe la spesa per la riforma della legge Fornero. Ma serve l’ok del Governo. Ad ogni modo, le prime pensioni anticipate quota 100 dovrebbero essere pagate ad aprile 2019. Ricordiamo che chi uscirà con «quota 100» avrà un assegno pensionistico più basso, per via degli anni in meno di contributi, e non potrà cumulare con redditi da lavoro (vedi capitoli sotto).

Di quanto verrà tagliato l’assegno?

Secondo le stime del Sole 24 il taglio dovrebbe essere dal 5% al 21%. E il 21% è il limite massimo di riduzione sull’assegno: nelle proiezioni, verrà applicato a un operaio 62enne con uno stipendio netto di circa 1.600 euro e con cinque anni e tre mesi di anticipo sul ritiro dal lavoro. Minore è invece la penalizzazione se lo stesso operaio anticipa di solamente un anno e tre mesi la pensione grazie a quota 100: in questo caso si scende all’8%. Poi, un impiegato 64enne con una retribuzione mensile da 2mila euro netti se va in pensione con un anticipo da uno a tre anni avrà una riduzione dell’assegno dal 5% all’11%.

Attenzione: le proiezioni sull’assegno di quota 100 pensioni si basano su quanto emerso sio ad oggi, in attesa del testo definitivo della legge di bilancio, che potrebbe modificare leggermente la situazione.

Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.