Pensioni, tagli per assegni sopra 1.500 euro netti al mese

Il governo cerca di minimizzare i tagli che ha imposto sulle pensioni con la legge di Bilancio. Ecco l’entità dei tagli

Pensioni, sopra 1.500 euro netti al mese scattano i tagli

Il governo cerca di minimizzare i tagli che ha imposto sulle pensioni con la legge di Bilancio.  Ma gli effetti di questa misura sono molto più visibili per le pensioni che superano i 2000 euro lordi al mese.

Pensioni tagli: chi toccherà?

Per quest’anno si attendeva il ritorno di un meccanismo di indicizzazione per le pensioni, infatti in questa direzione di era reso disponibile anche l’esecutivo precedente, invece verranno recuperati delle pensioni importi sostanziosi, tanto che i pensionati si considerano il bancomat dello Stato. La previsione è quella di recuperare ben 253 milioni nel 2019, 745 l’anno successivo e 1,2 miliardi nel 2021. Le pensioni più colpite dai tagli sono quelli con un importo medio-alti, inoltre gli importi alti saranno soggetti anche al contributo di solidarietà.

Pensioni tagli: entità dei tagli

Per capire l’entità dei tagli alle pensioni bisogna partire dal tasso d’inflazione, che è stato stabilito provvisoriamente all’1,1 per cento e capire il meccanismo introdotto dall’esecutivo.

Esso consiste che fino a tre volte il trattamento minimo Inps, quindi 1.522 euro lordi mensili, il recupero dell’inflazione è pieno, poi al crescere del reddito, la percentuale va riducendosi gradualmente, fino ad arrivare per le pensioni al di sopra dei 4.565 euro lordi mensili con un recupero di solo del 40 per cento.

Se, invece, fosse entrato in vigore quello previsto da una legge del 2000, la decurtazione sarebbe stata minima sull’importo della rivalutazione, perché il taglio sarebbe stato applicato non sull’intero importo dell’assegno, ma sulle quote che eccedono le due soglie di tre e cinque volte il minimo Inps. Comunque, su quest’ultima fetta di pensione sarebbe stato sempre garantito il 75 per cento dell’inflazione accertata.

Pensioni tagli: il confronto

Se vogliamo mettere a confronto gli incrementi che i pensionati riceveranno da questo mese di gennaio e quelli che sarebbero scattati senza gli interventi del governo, possiamo osservare che fino ai 2 mila euro lordi mensili, la differenza sono pochi centesimi, in quanto questi assegni beneficiano della rivalutazione al 97%.

Al crescere degli importi la rivalutazione va man mano riducendosi. Ad esempio:

  • 3 euro netti al mese per assegni intorno ai 2.500 lordi mensili;
  • 7 euro netti al mese per assegni intorno ai 3 mila lordi mensili;
  • 10 euro netti al mese per assegni intorno ai 3.500 euro lordi mensili.

Si raggiunge la penalizzazione massima tra i 4 mila e i 5 mila euro lordi, con incrementi che valgono lo 0,44 per cento. Questo è anche il livello del taglio per le pensioni con importo superiore ai 7 mila euro lordi mensili, poi più si avvicina alla soglia dei 100 mila euro lordi annuali, gli assegni vengono anche sottoposti al contributo di solidarietà in quanto ritenute «d’oro».

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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.