Pensioni ultima ora: rischio tagli anche con MES senza condizioni? Scenari

Pensioni ultima ora: l’accesso al Mes senza condizioni potrebbe portare comunque ad un taglio delle pensioni, vediamo gli scenari.

Pensioni ultima ora: nei giorni scorso l’Eurogruppo ha raggiunto un accordo, che sembrerebbe essere quello definito, sul Mes. Dal prossimo 1 giugno una linea di credito pari a 240 miliardi di euro sarà attivata e tutti gli stati membri potranno attingervi per un importo pari al 2% del proprio PIL. Il prestito, a condizioni molto vantaggiose, sarà da restituire in un massimo di 10 anni con l’unico impegno di usare la linea di credito per sostenere il finanziamento dell’assistenza sanitaria e i costi relativi alle cure e alla prevenzione del coronavirus.

Pensioni ultima ora: Mes senza condizione

Mario Centro, presidente dell’Eurogruppo fa presente che all’utilizzo del credito messo a disposizione dal MES non saranno poste altre condizioni e non ci sarà nessuna Troika incaricata di seguire i singoli stati dopo l’accesso al credito.

Quanto potrà richiedere l’Italia? Si stima intorno al 36 miliardi di euro senza essere costretta, inoltre, a ripercorrere la strada della Grecia, costretta a ricorrere al MES negli anni scorso e a dover accettare condizioni pesantissime (che hanno portato al taglio della spesa pubblica e delle pensioni oltre alla ricapitalizzazione delle banche).

Le condizioni che accetterebbe l’Italia se si decidesse di ricorrere al MES sarebbero quasi inesistenti e legate solo alla destinazione della linea di credito.

Anche l’assenza di condizioni pesanti, però, sembra non mettere d’accordo le forze politiche italiane che molti continuano a contestare l’utilità dello strumento. Qualcuno parla addirittura di  uno strumento “insidioso nelle potenziali condizionalità future”.

MES: porterebbe tagli sulle pensioni?

Nonostante lo scetticismo e le paure legate al possibile ricorso al MES, che ribadiamo non prevede condizioni, la preoccupazione più grande è quella di un possibile intervento della Troika e del pericolo che potrebbero correre il mondo della sanità e delle pensione per l’imposizione di tagli in tal senso.

L’Eurogruppo, al riguardo, rassicura, gli assegni pensionistici non sono a rischio visto che non è previsto l’intervento di una Troika per monitorare l’andamento degli Stati dopo il ricordo al Mes.

I soldi che la linea di credito ci concederebbe, però, prima o poi dovranno essere restituiti, visto che il prestito in questione deve essere reso entro 10 anni. Sicuramente si tratta di un periodo piuttosto lungo al termine del quale, però, non sapremo quali saranno le condizioni economiche dell’Italia.

Da tenere presente  che gran parte della spesa pubblica è assorbita dalle pensioni. Se le risorse non sono sufficienti, quindi, il passo verso l’aumento ulteriore del debito pubblico è breve. Per cercare di contenere parte di questo debito, quindi, la strada che l’Italia potrebbe compiere in futuro, è quella di applicare un taglio sulle spese previdenziali (riducendo le pensioni? Alzando ulteriormente l’età pensionabile? Ovviamente questo non ci è dato saperlo).

La paura dei tagli sulle pensioni, quindi, non è strettamente legata alle condizioni imposte per accedere al Fondo Salva Stati ma dalla ripresa del nostro Paese che, se non ci sarà, potrebbe imporre un’austerità la quale potrebbe portare ad un ridimensionamento degli assegni previdenziali.

Sono ipotesi, ovviamente, ma che vanno messe in conto visto che un taglio delle pensioni sarebbe un ottimo modo per rimpinguare le finanze dello Stato.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.