APE sociale e Quota 41: requisiti pensione e scadenza domande

-
12/11/2021

APE sociale e Quota 41: requisiti pensione e scadenza domande

Pensioni anticipate tramite APE sociale e Quota 41 alla verifica della seconda scadenza annuale per il riconoscimento del diritto di accesso all’Inps. Si tratta di un passaggio fondamentale per i lavoratori che maturano i vincoli di accesso, perché l’accettazione delle domande è legato alla effettiva disponibilità di fondi stanziati anno per anno. La data da segnare sul calendario è quella del prossimo 30 novembre.

Coloro che perderanno questa occasione, che rappresenta la terza istanza, dovranno attendere il nuovo anno. Ma l’accettazione della domanda di accesso alla pensione (anche con esito positivo dell’istanza di riconoscimento) avverrà solo nel caso in cui i fondi saranno sufficienti per accogliere tutte le pratiche. Il tempismo è quindi fondamentale per assicurarsi un ordine di pratica più favorevole.

Pensioni flessibili: le tre scadenze per l’APE sociale e la quota 41

A tal proposito, ricordiamo che nel conteggiano complessivo rientrano le richieste di prepensionamento già inviate nello scorso 1° marzo, ovvero alla scadenza della prima finestra di accesso. La seconda scadenza di accesso è invece fissata al 15 luglio. Mentre l’ultima opzione possibile per richiedere il prepensionamento tramite APE e quota 41 è quella già citata del prossimo 30 novembre.


Leggi anche: Canone RAI, per chi evade multa da 600 euro e rischio carcere

Dopo tale data non sarà più possibile inviare nuove richieste, pertanto si dovrà attendere l’anno successivo. L’APE sociale risulta attualmente in scadenza al termine dell’anno, cioè il prossimo 31 dicembre 2021. La bozza della legge di bilancio 2022 ne prevede la proroga, con un possibile allargamento della platea. Ma per conoscere con precisione il perimetro della nuova opzione sarà necessario attendere il termine della discussione parlamentare.

Ape sociale: come accedere all’opzione e quali requisiti bisogna possedere

Per poter accedere all’APE sociale occorre aver maturato il requisito anagrafico dei 63 anni di età. È inoltre indispensabile aver accumulato almeno dai 30 ai 36 anni di versamenti, in base alla specifica situazione di disagio vissuta dal lavoratore. Rientrano in particolare i disoccupati di lungo termine. I caregivers. I lavoratori con invalidità riconosciuta per almeno il 74% e coloro che hanno svolto le attività gravose o usuranti riconosciute dalla legge.

Per questi ultimi serve aver maturato almeno 36 anni di versamenti. La richiesta di accesso all’APE deve essere effettuata tramite doppia domanda da inviare all’Inps. La prima rappresenta un’istanza di riconoscimento dei requisiti di accesso. Una volta ottenuto il via libera dall’ente previdenziale, è possibile procedere con la domanda di pensionamento vera e propria.

Quota 41: i criteri per fare domanda e l’iter da seguire

La quota 41 dei lavoratori precoci consente l’accesso anticipato alla pensione indipendentemente dall’età anagrafica, una volta che sono stati maturati i 41 anni di versamenti. Serve inoltre aver accumulato almeno un anno di versamenti prima della maturazione del 19mo anno di età.


Potrebbe interessarti: Fondo perduto perequativo, ultime notizie: domanda entro il 28/12

Oltre a ciò, è necessario rientrare all’interno di uno dei quattro casi già esposti per l’APE sociale, ovvero disoccupati di lungo termine, caregiver, invalidi o persone che hanno svolto i lavori gravosi e usuranti riconosciuti dalla legge.

Pensione anticipata: come inviare la domanda entro il prossimo 30 novembre

Dal punto di vista pratico chi possiede i requisiti di accesso all’APE sociale o alla quota 41 deve raccogliere tutta la documentazione utile per poter chiedere la legittimazione del diritto di quiescenza all’Inps. Il passo successivo consiste nell’accedere alla propria area riservata dell’ente (tramite SPID o un altro sistema di riconoscimento) e procedere all’invio dell’istanza di riconoscimento.

Ottenuta l’accettazione della prima pratica sarà possibile richiedere l’accesso alla pensione con le medesime modalità. In alternativa, resta possibile ricorrere al proprio patronato di fiducia, che provvederà a redarre e inoltrare le pratiche all’Inps per conto del lavoratore, gestendone l’iter fino al completamento.