Aumento pensione di invalidità: dipende dal reddito, gli esclusi

-
23/08/2020

Aumento pensione di invalidità non spetta a tutti, facciamo chiarezza esaminando la normativa nel dettaglio con gli effetti sull’assegno.

Aumento pensione di invalidità: dipende dal reddito, gli esclusi

Si parla tanto di aumento della pensione di invalidità, ma c’è molta confusione, perché  l’aumento tanto decantato sul web non è per tutti. Faccio chiarezza verificando chi riceverà l’aumento e quali saranno gli effetti, di seguito un elenco completo degli aumenti in vigore dal 20 luglio 2020 che saranno corrisposti dal 1° settembre 2020. Bisogna precisare che la pensione di invalidità e la pensione di inabilità oggetto degli aumenti previsti nel nuovo decreto fanno parte delle pensioni news del 2020.

Aumento pensione di invalidità: sentenza e decreto, in attesa della circolare Inps

L’aumento è entrato in vigore nel decreto Agosto numero 152/2020, dopo una sentenza della Corte Costituzionale che aveva dichiarato illegittimo l’importo attuale dell’assegno per invalidità. Il governo ha recepito la sentenza è ha deciso di aumentare la pensione di invalidità a euro 651,21, sempre considerando i limiti di reddito previsti dalla legge. Sa precisare che questa non è proprio una  novità in quanto tale aumento era già stato previsto per gli invalidi civili dai 60 anni in su. Adesso l’aumento è stato riconosciuto dal compimento dei 18 anni.


Leggi anche: Whatsapp dal 2021 smetterà di funzionare su questi cellulari

L’aumento della pensione di invalidità è entrato in vigore dal 20 luglio 2020 e sarà messo in pagamento dal 1° settembre 2020. L’Inps, non ha ancora emesso la circolare attuativa in cui chiarisce le modalità di pagamento. 

Per gli invalidi civile totali, ciechi civili assoluti e sordomuti, potranno ricevere un aumento dei trattamenti  previdenziali sino a 651,51 euro mensili che saranno corrisposti per tredici mensilità. 

Fasce di reddito 

L’aumento non è riconosciuto a tutti, ma solo coloro che rispettano le seguenti fasce di reddito:

il reddito personale non deve essere superiore a 8.469,63 euro, se coniugato non deve essere superiore a 14.447,42 euro. 

Per valutare il reddito sono considerati tutti i redditi di qualsiasi natura,  anche quelli esenti, non soggetti ad Irepf.  Gli unici redditi esclusi dal cumulo sono:

reddito di immobile di proprietà adibito ad abitazione principale (di proprietà del richiedente o del coniuge);

importo aggiuntivo per trattamenti di famiglia; 

pensioni di guerra;

indennità di accompagnamento. 

L’aumento non è retroattivo, quindi, non saranno riconosciuti arretrati per periodi anteriori all’entrata in vigore dell’aumento (20 luglio 2020).


Potrebbe interessarti: Canone Rai: come ottenere il rimborso procedura e modulo

Chi non ha diritto all’aumento continuerà a percepire la misura base, che nel 2020 è di euro 286,81.

L’aumento della pensione di invalidità: ecco gli effetti

Invalidi civili totali con età compresa tra i 18 e i 59 anni potranno ricevere un aumento della pensione di invalidità civile di 364,70 euro,  dagli attuali 286,81 euro al mese a 651,51 euro al mese.

I sordomuti con età compresa tra i 18 e i 59 anni potranno ricevere un aumento della pensione speciale di 364,70 euro,  dagli attuali 286,81 euro al mese a 651,51 euro al mese.

I ciechi civili assoluti con età compresa tra i 18 e i 59 anni potranno ricevere un aumento della pensione di euro 341,34 dagli attuali 310,17 euro al mese a 651,51 euro al mese, se non ricoverati;

se ricoverati un aumento della pensione di euro 364,70 dagli attuali 286,81 euro al mese a 651,51 euro al mese.

Potranno beneficiare dell’aumento della pensione di invalidità anche coloro che sono titolari della pensione di inabilità assoluta (legge 222/1984) con un età compresa tra i 18 anni e i 59 anni, indipendentemente dall’anzianità contributiva, solo se l’importo che percepiscono è inferiore a 651,51 euro mensili, sempre considerando le fasce di reddito sopra menzionate.