Calcolo pensione integrativa facendo attenzione ai costi e quali fondi scegliere

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15/06/2020

Calcolo pensione integrativa: quali fondi  pensione scegliere facendo attenzione ai costi nascosti per non avere brutte sorprese.

Calcolo pensione integrativa facendo attenzione ai costi e quali fondi scegliere

Calcolo pensione integrativa, quali fondi pensione scegliere facendo attenzione ai costi nascosti. La forbice è molto ampia, ci sono fondi meno cari e Pip più onerosi, la differenza in alcuni casi può ridurre i risultati di circa il 40%. La pensione integrativa fa parte del nostro sistema previdenziale delle pensioni news. Scopriamo quali fondo pensione scegliere simulando il calcolo pensione integrativa.

Calcolo pensione integrativa e scelta fondi pensione

Non tutti i fondi pensione sono uguali, viste le situazione economiche dell’Italia, una pensione di scorta è una scelta sensata non gravata di costi che ne impediscono la convenienza. Quando si sceglie l’adesione ad un fondo pensione bisogna considerare gli oneri di gestione che nel tempo, possono generare scostamenti rilevanti.

Secondo i dati della Covip un fondo PIP costa il 50% in più di un fondo pensione aperto.

Le divergenze sono tante, a volte anche fondi appartenenti alla stessa macrocategoria e alla stessa compagnia di assicurazione, sono soggetti ad oneri diversi.

Simulazione dell’impatto dei costi sulla pensione integrativa

L’impatto dei costi negli anni assume rilevanza sul montante contributivo finale. Il sole24ore ha effettuato una simulazione dell’impatto dei costi hanno sul montante finale. Ha ipotizzato un rendimento del 4% annuo su versamenti mensili di cinquecento euro per sfruttare al massimo le agevolazioni fiscali in dieci, venti e trenta anni con un caricamento iniziale dell’1%, il risultato è questo:

in 10 anni: 0,0% € 73.588 – 1% € 69.896 – 1,5% € 68.127 – 2,0% 66.408 – 2,5% € 64.737;

in 20 anni: 0,0% € 182.516 – 1%  € 163.830 – 1,5% € 155.336 – 2% € 147.359 – 2,5% € 139.867;

in 30 anni: 0,0% € 343.757 – 1% € 290.070 – 1,5% € 266.970 – € 246.037 – 2,5% € 227.058.

La situazione evidenza un aggravio di costi iniziali dello 0,5%, 1% e 1,5% rispetto al costo iniziale dell’1%, ecco la differenza rispetto all’1% iniziale:

10 anni:  +0,5%  -€ 1.769   | +1%   -€ 3.488   | + 1,5% -€ 5.159

20 anni:  +0,5%  -€ 8.495   | +1%   -€ 16.472 | + 1,5% -€ 23.964

30 anni:  +0,5%  -€ 23.100 | +1%   -€ 44.033 | + 1,5% -€ 63.012

La variabile dei costi, anche se non è l’unica da considerare, ha un peso importante negli anni e nella costituzione futura pensione integrativa.

Il piano si può modificare

Se non si è contenti del piano sottoscritto, dopo due anni dalla sottoscrizione si può cambiare il fondo pensione con uno più conveniente trasferendo il tutto senza perdere l’anzianità maturata.

Il consiglio è quello di verificare la scelta effettuata nel tempo, soprattutto quando vi arrivano comunicazione di variazioni delle condizioni. Bisogna fare molta attenzione anche perché i consulenti finanziari spingono a sottoscrivere fondi pensione più costosi come i PIP, ma non sempre questa scelta è conveniente.


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