Come si calcola l’assegno della pensione contributiva?

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07/06/2020

Come si calcola l’assegno pensionistico spettante nel sistema contributivo puro? Vediamo i passaggi ed i dati fondamentali da possedere.

Come si calcola l’assegno della pensione contributiva?

Le pensioni contributive offrono la possibilità di accedere alla quiescenza con due misure in più rispetto al sistema misto o retributivo. Per i soli lavoratori ricadenti interamente nel sistema contributivo puro, infatti, esistono la pensione anticipata contributiva e la pensione di vecchiaia contributiva. Ma come si fa a calcolare l’assegno spettante con la pensione contributiva? Vediamo insieme.

Calcolo pensione contributiva

Un nostro lettore ci scrive:

Gentile signora Patrizia, ho 63 anni ed ho iniziato a lavorare molto tardi. Il mio primo contratto, infatti, l’ho avuto solo a 41 anni ed ho accumulato ad oggi soltanto 22 anni di contributi. A causa del Covid, visto che sono un soggetto a rischio, mi sono dimesso dal lavoro e, quindi, vista anche la mia età, suppongo che non verserà altri contributi. Ho letto un suo articolo in cui parlava della possibilità di accedere alla pensione a 64 anni con 20 anni di contributi. L’anno prossimo raggiungo i 64 anni e i miei contributi sono stati versati tutti dopo il 1996. Unico punto interrogativo che mi resta, al momento, è solo l’importo dell’assegno che deve essere di almeno 2,8 volte il minimo INPS per poter accedere alla pensione in oggetto. Come faccio a calcolarlo?

Premettendo che può consultare il servizio dell’INPS “La mia futura pensione” in cui le viene simulato l’importo dell’assegno lordo che verrebbe a percepire al momento del pensionamento, esiste anche il modo di calcolare da soli l’importo della futura pensione e le andrò a spiegare come.

Attenzione, il metodo è valido solo per i contributi versati nel sistema contributivo puro poichè per il sistema retributivo il calcolo è più complesso e si applica la cosiddetta riserva matematica.

Importo della pensione e calcolo

Per poter calcolare la propria pensione contributiva è necessario conoscere due dati fondamentali: il montante contributivo rivalutato e coefficiente di trasformazione.

Se non si è in possesso del proprio montante contributivo sarà necessario sommare la retribuzione annua per ogni anno di lavoro effettuato. Alla retribuzione annua, poi si dovrà applicare l’aliquota di computo (che per i lavoratori dipendenti è il 33%).


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Facciamo l’ipotesi di un lavoratore che abbia percepito retribuzione annua di 15mila euro per i primi 5 anni di lavoro, di 18 mila euro per i successivi 5 anni, 20 mila euro per ulteriori 5 anni e 22mila euro per gli ultimi 5 anni di lavoro.

Il calcolo da effettuare è il seguente (15000×5)+(18000×5) +(20000×5)+(22000×5) ottenendo la retribuzione di tutta la vita lavorativa: 75000+90000+100000+110000= 375000

A questa cifra va applicata l’aliquota contributiva del 33% eseguendo il calcolo 375000×33% si ottiene il montante contributivo di 123750 euro ( si noti bene che questo montante contributivo non è rivalutato e che quindi sicuramente sarà più  alto, così come anche l’assegno pensionistico derivante)

Il montante contributivo, infine, va moltiplicato per il coefficiente di trasformazione riferito all’età in cui si intende andare in pensione.

Per chi accede alla pensione con 64 anni di contributi il coefficiente di trasformazione è pari al 5,259%.

Moltiplicando il montante contributivo per il coefficiente di trasformazione si ottiene l’assegno annuale spettante: 6508 che diviso per 13 mensilità da luogo ad una pensione di 500 euro al mese per 13 mesi l’anno.

Se ottenesse un risultato simile a quello da me ottenuto nell’esempio non potrebbe accedere alla pensione anticipata contributiva. Spero di essermi spiegata abbastanza chiaramente.