Età pensionabile dipendenti pubblici e privati: qual è?

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07/05/2020

Qual’è l’età pensionabile per accedere alla quiescenza nel 2020? Vediamo i requisiti richiesti dalle diverse misure e chi può utilizzarle.

Età pensionabile dipendenti pubblici e privati: qual è?

Fino a qualche anno fa l’età pensionabile richiesta per dipendenti pubblici e privati (in generale per le donne) era differente. Da qualche anno, invece, i requisiti richiesti per i dipendenti del settore privato e quelli del pubblico impiego sono stati equiparati e sono, quindi, identici. vediamo, quindi, l’età pensionabile richiesta per accedere alle diverse misure.

Età pensionabile per la quiescenza

Per accedere ad ogni misura sono richiesti precisi requisiti sia anagrafici che contributivi. Cerchiamo di capire quali sono (validi, come abbiamo anticipato, sia per dipendenti pubblici che per i lavoratori del settore privato).

Pensione di vecchiaia: la pensione cui si può accedere con almeno 20 anni di contributi al compimento dei 67 anni di età.

Iniziamo la nostra carrellata di misura scoprendo i requisiti richiesti per ognuna, dalle uniche 2 misure che non richiedono un requisito anagrafico ma solo quello contributivo:

pensione anticipata ordinaria: richiede 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Al raggiungimento del requisito contributivo è necessario attendere 3 mesi per la decorrenza della pensione;

quota 41: misura dedicata esclusivamente ai lavoratori precoci che abbiano maturato almeno 12 mesi di contributi prima di compiere i 19 anni di età, la misura richiede 41 anni di contributi e l’appartenenza ad una delle categorie protette (disoccupati, invalidi, caregiver, usuranti e gravosi).

Si tratta, quindi, di 2 misure destinate a chi ha lavorato per molti anni e, quindi, non può essere applicata da chi, magari ha iniziato a lavorare dopo i 25/27 anni di età.

Esaminiamo, adesso, tutte le altre misure previdenziali con cui è possibile pensionarsi e la relativa età pensionabile richiesta:

opzione donna è sicuramente la misura che richiede l’età anagrafica più bassa. I requisiti di accesso sono, infatti, di 58 anni per le lavoratrici dipendenti e di 59 anni per le lavoratrici autonome unitamente ad almeno 35 anni di contributi. Entrambi i requisiti, però, devono essere stati raggiunti entro il 31 dicembre 2019. La misura prevede un ricalcolo interamente contributivo dell’assegno pensionistico.

Pensione quota 100: la misura richiede almeno 62 anni di età unitamente ad almeno 38 anni di contributi. Attenzione, la pensione con la quota 100 è sperimentale e va in scadenza il 31 dicembre 2021.

Ape sociale: questa misura è volta soltanto ai profili tutelati, ovvero disoccupati, caregiver, invalidi, gravosi ed usuranti. Per accedere sono necessari almeno 63 anni di età ed almeno 30 anni di contributi per invalidi, caregiver e disoccupati. Sono, invece, richiesti almeno 36 anni di contributi per gravosi ed usuranti. La misura è in scadenza il 31 dicembre 2020.

Ci sono, poi, 2 misure dedicate esclusivamente a chi ha tutti i contributi nel sistema contributivo, si tratta, appunto, delle pensioni contributive. Possono accedervi coloro che hanno iniziato a versare contributi dopo il 31 gennaio 1995 e coloro che possono scegliere il computo nella Gestione separata. Vediamo quali sono:

pensione di vecchiaia contributiva: richiede 71 anni di età ed almeno 5 anni di contributi.

pensione anticipata contributiva: richiede almeno 64 anni di età e almeno 20 anni di contributi. E’ richiesto, in ogni caso, che l’importo del primo assegno pensionistico sia pari o superiore a 2,8 volte il minimo INPS.