Età pensionabile donne: quanti anni di contributi sono necessari

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29/04/2020

Età pensionabile: quale opportunità per le donne con 59 anni di età e quali misure offrono un anticipo maggiore?

Età pensionabile donne: quanti anni di contributi sono necessari

Anche se in passato la differenza dell’età pensionabile tra uomini e donne era molto più marcata, esistono ancora delle misure in cui una differenza sostanziale, nel raggiungimento dei requisiti della quiescenza, esiste per genere. Vediamo quali sono le misure che privilegiano le donne nell’accesso alla pensione. 

Età pensionabile donne 

Una nostra lettrice ci scrive:

Buona sera,

Sono nata il 12/08/1961 ed ho iniziato a lavorare il 01/09/1980 versando regolarmente i contributi.
Quando maturerò’ i requisiti per la pensione?

Con 59 anni di età e con quasi 40 anni di contributi le opportunità di un pensionamento sono svariate. Per le donne, infatti, vi è la possibilità di accedere a misure precluse agli uomini, come ad esempio l’opzione donna. Ma anche la pensione anticipata ordinaria, per le donne, richiede un’età pensionabile diversa. Andiamo ad approfondire.

Solo per le lavoratrici dipendenti con 58 anni e 35 anni di contributi al 31 dicembre 2019, e per le lavoratrici autonome, che alla stessa data, hanno compiuto 59 anni e possiedono 35 anni di contributi è possibile accedere alla pensione con il regime sperimentale opzione donna. La misura prevede, però, un ricalcolo interamente contributivo dell’assegno pensionistico e ciò potrebbe portare, nei casi più estremi, ad un taglio di anche il 30% della somma spettante mensilmente.

Proprio per questo motivo ad una donna con i suoi contributi sconsiglierei l’accesso alla pensione con l’opzione donna, la penalizzazione derivante per un anticipo di poco meno di 2 anni sarebbe troppo pesante.

Dico anticipo di poco meno di 2 anni perchè alla maturazione dei 41 anni e 10 mesi di contributi potrebbe accedere alla pensione anticipata ordinaria che non comporta nessuna penalizzazione sul calcolo dell’assegno e le permetterebbe, in ogni caso, l’accesso al compimento dei 61 anni.

Altre misure, per il suo caso non ne vedo, non rientrando nei beneficiari della quota 41 riservata ai soli lavoratori precoci (ovvero coloro che hanno versato almeno 12 mesi di contributi prima del compimento dei 19 anni di età) le uniche alternative di quiescenza oltre alla pensione di vecchiaia al compimento dei 67 anni, sono quelle che le ho poc’anzi descritto.


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