Fondo pensione: scelta e reale convenienza, ultime notizie

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19/05/2020

Fondo pensione 2020: convenienza, pensionamento e vantaggi sulle tasse, tutto quello che c’è da sapere.

Fondo pensione: scelta e reale convenienza, ultime notizie

Il fondo pensione è conveniente davvero? Sul mercato ce ne sono tanti, quale è consigliato per uscire dal lavoro in modo dignitoso? Queste sono le domande che ci poniamo nella scelta di un fondo pensione. Bisogna precisare che dal 2018 con l’ingresso della Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA), il fondo pensione è una valida alternativa per anticipare la pensione e fa parte delle pensioni news del 2020.

Fondo pensione: quale scegliere

Ci sono due categorie di fondo pensione: aperto e chiuso. Il fondo pensione chiuso è legato al CCNL e ogni settore lavorativo ha un fondo. Per poter aderire un lavoratore dipendente deve sottoscrivere il fondo del suo settore, questa tipologia di fondi è chiamata anche “fondo di categoria”.

I fondi aperti invece sono fondi pensione destinati a tutti, sia i lavoratori dipendenti che i lavoratori autonomi.

Sempre tra i fondi pensione ci sono i piani individuali pensionistici chiamati (PIP), sono contratti di assicurazione sulla vita diversi dai fondi e accessibili da tutti. Come per i fondi aperti, il capitale versato nei PIP non partecipa delle attività dell’impresa che lo gestisce, rimanendo intatto in caso di fallimento o debito, ma va considerato che i PIP sono più costosi.


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Fondi pensioni: convenienza

Basandoci sulla situazione degli anni precedenti, in media chi ha sottoscritto un fondo pensione per il TFR invece di lasciarlo in azienda ha risparmiato di più.

Ad esempio, nel 2018 coloro che hanno sottoscritto in fono pensione hanno risparmiato il 25,9% rispetto agli aderenti ad un fondo aperto che hanno risparmiato il 9,7%. I costi di gestione sono contenuti i più costosi sono i fondi PIP.

Vantaggi e sconti sulle  tasse

Il fondo pensione è deducibile dalle tasse per un tetto massimo di 5.164,57 euro all’anno. Bisogna considerare che l’aliquota applicata ai contributi versati nel fondo pensione è inferiore a quella applicata al TFR rilasciato in azienda: si parte dal   15% e diminuisce col passare degli anni fino al 9%, mentre senza fondo sarebbe variata tra il 23% e il 43%.

In riferimento ai rendimenti, anche in questo caso ‘è un forte discostamento: la tassa annuale è del 20% anziché del 26% come nel caso di altre rendite finanziarie, e scende al 12,5% per gli investimenti sui titoli di Stato. Vengono applicate delle aliquote più vantaggiose anche durante l’erogazione della pensione integrativa.

Fondo pensione: possibilità di anticipare la pensione da 5 a 10 anni

Il fondo pensione riveste un ruolo importante nell’attuale sistema pensionistico con l’ingresso della Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (denominata RITA)  introdotta dai commi 168 e 169 dell’articolo unico della legge n. 205/2017 (legge di Bilancio 2018).

Questa misura innovativa è una forma di prestazione anticipata di previdenza complementare. La circolare COVIP n. 888 dell’8 febbraio 2018, ha fornito chiarimenti interpretativi in merito alla erogazione di tale prestazione e tutte le indicazioni circa gli adempimenti necessari all’adeguamento degli Statuti e Regolamenti dei fondi pensione.


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La RITA  funge da “ponte previdenziale”, che consente di accedere al capitale accumulato rispetto all’età necessaria per la pensione di vecchiaia. Questa prestazione di previdenza complementare è importante sia sotto il profilo civilistico che fiscale. Investe tutti i lavoratori del settore privato e pubblico con un anticipo dell’età richiesta della pensione di vecchiaia di cinque anni (quindi, da 67 a 62 anni), con particolare attenzione per i lavoratori inoccupati con un anticipo di 10 anni dall’età pensionabile (quindi, da 67 a 57 anni).

Per approfondire l’argomento sulla RITA, consigliamo di leggere la nostra guida:  Pensionamento con la RITA: requisiti, aspetto fiscale e convenienza, guida completa