In pensione con quota 41: si prendono meno soldi?

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29/07/2020

In pensione con quota 41 dopo Naspi, l’assegno sarà più basso? Scopriamo come viene calcolato e il coefficiente di trasformazione applicato.

In pensione con quota 41: si prendono meno soldi?

In pensione con quota 41 destinata ai lavoratori precoci (coloro che hanno maturato un anno di contributi prima del diciannovesimo anno di età), che hanno un’anzianità contributiva di 41 anni a prescindere dall’età anagrafica. Questa misura è attualmente in vigore e non ha scadenza, fa parte delle pensioni news. Oltre, al lavoro precoce e 41 anni di contributi è richiesto che il lavoratore si trovi in una delle quattro tutele. Poichè è una misura che permette l’accesso anticipato, ci si chiede se il valore dell’assegno sarà più basso, scopriamolo. 

In pensione con quota 41: assegno con meno soldi?

Un lettore ci chiede: “Salve, mi chiamo salvatore ho 55 anni, ad oggi ho 38 anni di contributi di cui 2 di naspi, per essere stato licenziato nel 2017, appartengo alla categoria di lavoratori precoci lavori usuranti e lavoro notturno, rivolgendomi ad un patronato mi dicevano che a marzo possiamo presentare domanda pensione che mi spetta, cosi’ mi dicono, naturalmente se sarà vero sarà una pensione ridotta…. e vero cosi? Vi ringrazio anticipatamente”

Per la pensione destinata ai lavoratori precoci quota 41 i requisiti richiesti sono:


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  • lavoratore disoccupato che ha finito di percepire l’indennità di disoccupazione da tre mesi;
  • lavoratore invalido con una percentuale del 74%;
  • lavoratore caregiver, che assiste il familiare con handicap grave da almeno sei mesi;
  • lavoratore che svolge mansioni gravosi o usuranti.

In riferimento all’importo dell’assegno pensionistico, è difficile darle una risposta, perché viene calcolato in base a una serie di varianti. La prima cosa da considerare sono i contributi versati e il coefficiente di trasformazione. Da chiarire che la quota 41 non prevede penalizzazioni ed è calcolata come la pensione ordinaria. 

Quello che influisce sull’importo della pensione quota 41 è il coefficiente di trasformazione che varia in base all’età anagrafica  del lavoratore in base al fattore temporale in qui consegue la prestazione previdenziale. 

Maggiore è l’età del lavoratore e più alto è il coefficiente i trasformazione. Sicuramente la differenza c’è, per sapere esattamente l’importo che andrà a percepire, può chiedere al patronato di effettuare una simulazione oppure effettuare il calcolo di simulazione attraverso il servizio Inps: la mia pensione futura

Per accedere alla quota 41 deve comunque maturare 41 anni di contributi; è prevista una finestra di tre mesi dal perfezionamento dei requisiti. 


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