Pensione 2023: quanto si prende smettendo di lavorare quest’anno

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11/01/2023

Pensione 2023: quanto si prende smettendo di lavorare quest’anno

Pensione, per molti il 2023 potrebbe essere l’anno di uscita definitiva dal lavoro. Il nostro sistema previdenziale presenta numerose opzioni di accesso anticipato all’Inps. Opzioni che possono però comportare differenze anche molto sostanziali nell’importo dell’assegno. Per ogni specifica tipologia di uscita andranno infatti applicate le relative regole di calcolo.

In senso generale, il grande spartiacque nel sistema di computo dell’assegno per chi sceglie di andare in pensione è dato dal sistema misto o dal contributivo puro. Nel primo rientrano tutti coloro che hanno iniziato a versare prima del 1° gennaio 1996. Questo meccanismo di calcolo utilizza contemporaneamente il sistema retributivo e contributivo.

Vi è poi la categoria di lavoratori che hanno iniziato a versare all’Inps a partire dal 1° gennaio 1996. In questo caso, l’importo dell’assegno risulterà probabilmente più basso per via delle regole di calcolo peggiorative.

Pensione 2023, come calcolare quanto si prende

La distinzione appena fatta tra sistema retributivo e contributivo è fondamentale per comprendere quanto si può prendere di pensione nel 2023. È chiaro che il peso del sistema retributivo sarà determinante per aumentare l’importo dell’assegno.

Il sistema contributivo utilizza infatti dei parametri di conversione in rendita del montante versato, che puntano semplicemente a restituire al lavoratore il capitale previdenziale.


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Questo elemento implica anche un altro fattore. Maggiore è l’anticipo rispetto ai criteri ordinari di uscita dal lavoro, minore sarà l’assegno erogato (perché verrà pagato per un numero maggiore di anni).

Il calcolo della pensione secondo il sistema retributivo

Entrando nel merito dei diversi meccanismi di calcolo della pensione, il sistema retributivo presenta sicuramente dei vantaggi rispetto a quello contributivo puro. È più generoso, perché si basa perlopiù sugli stipendi relativi agli ultimi anni di lavoro. Ovviamente, è la situazione nella quale il reddito percepito è più alto.

Per stimare a quanto corrisponde la quota retributiva della propria pensione si può fare una media prendendo come riferimento il 2% della retribuzione lorda per ogni anno di contribuzione. Così, se il lavoratore ha contabilizzato 20 anni di versamenti retributivi potrà prendere come riferimento il 40% della media degli ultimi stipendi.

Se trasliamo questo calcolo in numeri, possiamo ad esempio immaginare che per una media di guadagno di 35000 euro lorde la parte retributiva della pensione corrisponderà a 14000 euro l’anno. La stima resta approssimativa. Infatti, per conoscere il calcolo esatto, è comunque importante seguire le tabelle rivalutate annualmente all’inflazione e utilizzate dall’Inps.

Come si applica il sistema contributivo per il calcolo della pensione 2023

Per quanto concerne il sistema contributivo, bisogna innanzitutto considerare che la pensione 2023 sarà stimata sulla base dei contributi effettivamente versati. Questi compongono infatti il cosiddetto montante contributivo, che viene rivalutato ogni anno attraverso il tasso di capitalizzazione. Al montante contributivo vengono applicati i cosiddetti coefficienti di conversione in rendita.

I coefficienti di rivalutazione sono stimati sull’aspettativa di vita e si basano sull’idea di restituire al lavoratore quanto ha versato. Facciamo un esempio molto generico, sebbene approssimativo. Un montante contributivo di 100mila euro con un’aspettativa di vita di 20 anni darà luogo ad una pensione di 5mila euro l’anno.


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I coefficienti vengono aggiornati di anno in anno, in base all’aspettativa di vita. Nel biennio 2023 – 2024 saranno maggiormente vantaggiosi, visto l’impatto del Covid. In particolare, si partirà da un coefficiente del 4,27% a 57 anni di età per arrivare al 6,66% a 71 anni di età.

Come ottenere una stima della pensione 2023

Chi desidera ottenere una stima sulla potenziale pensione che potrebbe percepire nel corso dell’anno (avendo maturato il diritto al pensionamento anticipato) può utilizzare due strade diverse. La prima consiste nel mettersi in contatto direttamente con l’Inps. L’ente ha pensato un servizio informatico denominato ”La mia pensione futura”, in grado di simulare l’importo del futuro assegno.

Il calcolo si basa sulla normativa in corso e prende forma da tre diversi parametri: l’età del lavoratore, il montante contributivo e la retribuzione percepita. In alternativa, è possibile contattare il proprio patronato di fiducia, che eseguirà i calcoli per conto dell’ente previdenziale fornendo una stima della futura pensione.