Pensione anticipata 2022 uomini e donne: come maturare i requisiti 

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17/03/2022

Pensione anticipata 2022 uomini e donne: come maturare i requisiti 

Pensione anticipata 2022, soddisfare i requisiti di accesso non è scontato nel corso del nuovo anno. Infatti, rispetto al 2021 si è assistito a un restringimento delle opzioni di flessibilità, soprattutto per quanto concerne la fine della quota 100. Un trend che prosegue ormai da anni e che rischia di coinvolgere anche la prossima riforma, che potrebbe prendere forma con ulteriori restringimenti oppure tramite penalizzazioni dell’assegno.

Purtroppo la discussione sulle future regole di accesso alla pensione anticipata si è arenata dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. Per coloro che possiedono gli attuali requisiti di prepensionamento previsti dalla legge, può quindi essere opportuna una riflessione sulla possibilità di cogliere le attuali opportunità senza attendere la maturazione della pensione di vecchiaia.

Pensione anticipata 2022: le regole ordinarie e la differenza con l’uscita di vecchiaia

Iniziamo specificando che le regole ordinarie di accesso alla pensione di vecchiaia prevedono la maturazione di almeno 67 anni di età con 20 anni di versamenti. La prima opzione di prepensionamento disponibile è quindi quella prevista dalla legge Fornero, che richiede di maturare almeno 42 anni e 10 mesi di contributi (un anno in meno per le donne).


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I lavoratori precoci possono ottenere la pensione anche con 41 anni di versamenti (Quota 41), purché rientrino in una delle quattro categorie individuate dal legislatore: disoccupati di lungo termine, caregivers, invalidi o persone che hanno svolto le attività gravose – usuranti previste dalla legge.

Per chi è inserito all’interno del sistema contributivo puro esiste anche la possibilità di ottenere la pensione anticipata a partire dai 64 anni di età con almeno 20 anni di versamenti. In tal caso è però indispensabile maturare un assegno uguale o superiore a 2,8 volte la minima.

Le uscite tramite Ape sociale e opzione donna per la ​​pensione anticipata 2022

Una ulteriore opzione di flessibilità nel corso del 2022 è rappresentata dall’Ape sociale, che richiede il compimento dei 63 anni di età con un’anzianità di versamenti da 30 a 36 anni. Bisogna inoltre risultare iscritti all’Ago dell’Inps, oppure a una delle forme sostitutive, alle gestioni speciali degli autonomi o alla gestione separata.

Anche in questo caso il lavoratore deve rientrare all’interno di uno dei quattro casi previsti dalla legge già citati per la quota 41, con delle differenze per la casistica riguardante i lavori gravosi o usuranti. L’Ape prevede l’erogazione di una indennità massima di 1500 euro per 12 mensilità, fino al raggiungimento dei requisiti ordinari di accesso alla pensione.


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Per le donne è disponibile anche l’opzione donna. Nel 2022 richiede la maturazione di almeno 58 anni di età (59 anni per le autonome) e 35 anni di versamenti. In questo caso, bisogna però accettare il ricalcolo interamente contributivo dell’assegno.

L’uscita tramite la quota 102: quali sono i nuovi requisiti

Nel corso del 2022 è avvenuta anche la sostituzione della quota 100 con la nuova pensione anticipata quota 102. Per ottenere l’accesso alla quiescenza tramite questa modalità occorre maturare almeno 64 anni di età unitamente a un’anzianità contributiva di 38 anni. Entrambi i requisiti devono essere conseguiti entro il prossimo 31 dicembre 2022.

La prestazione è rivolta a tutti gli iscritti ai fondi Inps, con l’esclusione del personale delle Forze armate o di Polizia, oltre che dei Vigili del Fuoco e della Guardia di Finanza. Questa forma di prepensionamento non prevede l’applicazione di penalizzazioni, ma richiede la cessazione dell’attività lavorativa. Resta possibile il conseguimento di redditi occasionali nella misura massima di 5mila euro lorde annue.

La pensione anticipata con rendita dei fondi pensione privati

Gli iscritti a un fondo pensione privato nel 2022 possono beneficiare anche della Rita, detta anche rendita integrativa temporanea anticipata. L’opzione è disponibile su due profili per tutti coloro che hanno maturato almeno 5 anni di versamenti.

Nel primo profilo è necessaria la cessazione dell’attività lavorativa e il perfezionamento dell’età anagrafica di accesso alla pensione ordinaria entro 5 anni. Serve inoltre aver maturato almeno 20 anni di contributi presso l’Inps o una cassa professionale privata. Nel secondo caso è possibile accedere anche con 10 anni di anticipo rispetto alla pensione pubblica di vecchiaia. È indispensabile però aver cessato l’attività lavorativa ed essere inoccupati da almeno 24 mesi.

La Rita è quindi una forma di accompagnamento alla pensione di vecchiaia. Consente un regime fiscale di vantaggio, prevedendo l’applicazione di una ritenuta massima del 15% sulle somme portate in deduzione. L’aliquota si riduce dello 0,3% per ogni anno di permanenza nella previdenza complementare successivo al 15mo anno di partecipazione, pertanto può scendere fino al 9%.