Pensione anticipata, caregiver 104 via dal lavoro a 58 anni? Come andare prima e quando

Autore:
Niccolò Mencucci
16/03/2023

Pensione anticipata, caregiver 104 via dal lavoro a 58 anni? Come andare prima e quando

Tra gli aventi diritto alla pensione anticipata ci sono anche i caregiver. Anche loro possono ritirarsi prima, dato che la legge riserva loro la possibilità di lasciare il lavoro in anticipo nel rispetto di particolari requisiti contributivi e anagrafici.

Si tratta dell’accesso alle famose “Opzioni”, ovvero degli “scivoli” che l’INPS garantisce ogni anno a tutti coloro che rientrano in specifiche categorie lavorative. Ma vediamo meglio come è possibile il ritiro anticipato per i caregiver, e quali sono i requisiti contributivi e le modalità di uscita.

Pensione anticipata per i caregiver

Per caregiver si intendono coloro che assistono familiari portatori di handicap. Anche loro possono andare in pensione prima, visto che ogni anno l’INPS riconosce loro uno scivolo previdenziale, però a seconda dei requisiti richiesti da ognuna di queste Opzioni.

Sono due quelle a cui possono rivolgersi i caregiver: Ape Sociale e Opzione Donna. La prima prevede l’uscita a 63 anni d’età, senza distinzione di genere (lavoratore/lavoratrice).

Altrimenti, per le sole lavoratrici, è possibile uscire a 60 anni con Opzione Donna, ma solo se caregiver, portatrici di handicap o lavoratrici di aziende in crisi. Si potrà beneficiare di uno sconto di 2 anni anagrafici se si ha a carico 2 figli.

Pensione anticipata, quanti anni di contributi servono

Rispetto a quanto previsto dalla Pensione di Vecchiaia e Anticipata prevista dalla Legge Fornero, le richieste sono abbastanza particolari.

Se per la Pensione di Vecchiaia si richiedono 20 anni di contributi versati e un’età anagrafica di 67 anni (o almeno 5 anni di contributi versati e un’età anagrafica di 71 anni), mentre per l’Anticipata servono almeno 41-42 anni contributivi. Davanti a queste due scelte, le Opzioni si pongono nel mezzo.


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Prendiamo ad esempio l’Ape Sociale, prevista per tutti i lavoratori. Bisognerà avere almeno 30 anni di contributi versati, addirittura 36 nel caso di lavori usuranti. Ma nel caso delle lavoratrici, se con figli, è previsto uno sconto di 12 mesi per ogni figlio fino a un massimo di 24 mesi di contributi. Nel caso dell’Opzione Donna, la lavoratrice deve dimostrare di possedere almeno 35 anni di contributi.

Per quanto riguarda i caregiver, potranno accedere a queste opzioni se assistono da almeno 6 mesi:

  • il coniuge,
  • la persona con cui è contratta l’unione civile,
  • un parente di primo grado convivente (genitori o figli) con handicap in situazione di gravità.

Ricordiamo che l’assistenza del parente da parte del caregiver deve essere svolta gratuitamente e per un periodo continuativo. L’assistito, inoltre, deve essere riconosciuto come portatore di handicap grave.

Pensione anticipata, come andarci prima

Per andare prima in pensione anticipata bisognerà fare domanda entro una certa data. Nel caso dell’APE Sociale, la domanda dovrà essere presentata entro il 1 marzo di ciascun anno. La scadenza potrà essere prorogata entro il 30 novembre, sempre che vi siano disponibilità finanziarie da parte dell’INPS.

Nel caso di Opzione Donna, la domanda di pensione può essere presentata in qualsiasi momento, purché i requisiti siano centrati entro il 31 dicembre 2023.

In entrambi i casi, il calcolo prevederà comunque una finestra temporale tra i 12 e i 18 mesi, se dipendente o lavoratrice autonoma. La finestra partirà dalla maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi fino alla decorrenza della pensione.

E sempre col sistema contributivo e retributivo/misto a seconda dell’estratto conto previdenziale del richiedente.

Pensione anticipata, altre uscite previdenziali per il 2023

Oltre ad APE Sociale e Opzione Donna, ci sono diverse possibilità di uscita anticipata.

Come nel caso dell’Isopensione 2023, prevista per le grandi aziende che vogliono rinnovare il proprio organico concedendo dei pre-pensionamenti di almeno 7 anni dalla decorrenza della pensione di vecchiaia.

Oppure Quota 103 prorogata con la nuova riforma, disponibile solo nel 2023, che prevede 5 anni di sconto se si hanno almeno 41 anni contributivi garantiti. Altrimenti bisognerà fare affidamento alle pensioni complementari, come quella della RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata).

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