Pensione anticipata caregiver figlio: spetta se la moglie è casalinga?

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22/07/2020

La pensione anticipata caregiver viene concessa al lavoratore che assiste un familiare con handicap anche se il coniuge non lavora? Vediamo il caso specifico.

Pensione anticipata caregiver figlio: spetta se la moglie è casalinga?

Per i caregiver familiari, ovvero coloro che si prendono cura di un familiare con handicap o non autosufficiente, sono riconosciute diverse agevolazioni per l’accesso alla pensione, come quella offerta dall’Ape sociale o dalla quota 41 per lavoratori precoci. Vediamo cosa prevedono queste misure.

Pensione anticipata caregiver e coniuge casalinga

Si tratta di riconoscimenti in favore di persone che svolgono lavoro di cura informale, ovvero quello svolto gratuitamente, che non produce reddito e non permette di avere contributi aggiuntivi ma che fa risparmiare soldi sia alla famiglia che alla collettività.

Anche se tale figura in Italia non è riconosciuta giuridicamente, per il fatto che queste persone sono soggette ad un sovraccarico non indifferente di lavoro (oltre alla propria professione ovviamente) esistono due misure che consentono loro un accesso agevolato alla pensione.

Proprio in riferimento della possibilità di una pensione anticipata caregiver, scrive una lettrice con un dubbio:

Buongiorno sono una mamma casalinga con in casa una figlia disabile,volevo capire se mio marito può avere la pensione anticipata come caregiver o non può appunto perché sono già a casa io?

Come anticipato prima colui che si prende cura di un familiare con handicap grave in base alla legge 104, può fruire di 2 tipologie di pensionamento anticipato:

  • da una parte l’Ape sociale che richiede 63 anni di età, almeno 30 anni di contributi e che il caregiver assista da almeno 6 mesi un familiare convivente con handicap grave
  • dall’altra la pensione con la quota 41, riservata ai lavoratori precoci che hanno versato almeno 12 mesi di contributi prima del compimento dei 19 anni di età, che hanno totalizzato almeno 41 anni di contributi  e che, nel caso siano caregiver, assistano da almeno 6 mesi un familiare convivente con handicap grave.

In nessun punto della normativa viene posto il limite per il lavoratore che abbia una moglie che non lavora. In questo modo si darebbe per scontato che ad occuparsi del figlio disabile debba essere per forza la mamma che è a casa quando il peso delle responsabilità e della cura, invece, vanno a gravare anche sul papà.

In ogni caso non può la legge stabilire chi debba occuparsi del familiare con handicap. In nessun modo, quindi, suo marito può e deve essere escluso dalla possibilità di pensionamento con Ape sociale o quota 41 per il solo fatto che lei è casalinga (nella richiesta di pensione, tra l’altro, non viene assolutamente richiesta la professione svolta dal coniuge).


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