Pensione anticipata dai 62 anni e contratto di espansione: cos’è, come funziona lo scivolo su cui lavora il governo

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18/08/2021

Sulle pensioni anticipate il governo punta al rilancio del contratto di espansione, che consente di accedere all’Inps a partire dai 62 anni di età e con 5 anni di sconto rispetto ai requisiti ordinari di accesso all’assegno di vecchiaia. 

Pensione anticipata dai 62 anni e contratto di espansione: cos’è, come funziona lo scivolo su cui lavora il governo

Le nuove pensioni anticipate dopo la fine della quota 100 potrebbero essere realizzate tramite un ampliamento del contratto di espansione. È questa una delle ipotesi alla quale sta lavorando il governo, insieme alla proroga di altri scivoli sperimentali come l’Ape sociale e l’opzione donna. Il riferimento va a un meccanismo di flessibilità disponibile al momento per una platea ristretta di imprese e lavoratori.

Il contratto di espansione è stato avviato con il Dlgs numero 148 del 2015. Permetteva inizialmente un meccanismo di prepensionamento destinato alle aziende con almeno 1000 dipendenti. Tramite la legge di bilancio 2021 si è stabilito che per l’anno in corso il vincolo relativo al numero dei lavoratori fosse abbattuto a 500 (e in alcuni casi specifici a 250).

Ulteriori modifiche sono arrivate con i recenti decreti. L’opzione ha il vantaggio di avere un peso relativamente leggero per le casse pubbliche, favorendo al contempo anche il rilancio occupazionale dei giovani.


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Pensioni anticipate tramite contratto di espansione: come funziona attualmente l’agevolazione

Dal punto di vista pratico, il contratto di espansione è accessibile a tutte le aziende che possiedono un organico non inferiore a 500 dipendenti. Tale numero può scendere fino a 250. In tal caso le aziende potranno però utilizzare solo le procedure di licenziamento, venendo escluse dagli altri strumento di tutela del contratto. Di fatto, la legge di bilancio 2021 prevede tre diversi scenari in base al numero di dipendenti presenti, ai quali si aggiunge una ulteriore opzione prevista nel decreto Sostegni bis:

  • un contratto di espansione leggero per le aziende con almeno 250 dipendenti.
  • Una formula rinforzata per le aziende con almeno 500 dipendenti, che potranno così accedere a tutte le tutele previste dalla legge.
  • Un contratto premiante per le aziende con almeno 1000 dipendenti, che potranno usufruire di ulteriori benefici economici in caso di nuove assunzioni dettate dal turn over (purché vi sia un rapporto di almeno 1 a 3).
  • Ulteriori novità sono previsti tramite il decreto Sostegni bis e riguardano le aziende con almeno 100 dipendenti.

Prepensionamento con 5 anni di anticipo: cosa prevede la formula di flessibilità

Per i lavoratori il contratto di espansione rappresenta una possibilità su base volontaria. L’opzione consente fino a 5 anni di sconto rispetto ai requisiti ordinari di accesso alla pensione di vecchiaia. A livello anagrafico, diventa così possibile ottenere il prepensionamento a partire dai 62 anni di età. Al fine di utilizzare il contratto di espansione, le aziende dovranno aver sottoscritto un accordo con i sindacati, siglando al contempo un contratto presso il Ministero del Lavoro.


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All’interno del contratto deve essere specificato il numero delle nuove assunzioni, stante che questa particolare modalità di prepensionamento deve essere utilizzata per la riorganizzazione, ristrutturazione o reindustrializzazione delle imprese. Al lavoratore spetta invece un’indennità mensile corrispondente al valore della Naspi. Il versamento dei contributi previdenziali fino all’accesso alla pensione è effettuato dal datore di lavoro, ridotto per un importo equivalente alla somma della contribuzione figurativa.

I vincoli per il datore di lavoro e l’apertura del decreto Sostegni bis: si punta a estendere l’opzione alle PMI

Per le imprese che scelgono di dare seguito al contratto di espansione, è presente il vincolo di presentazione di una fideiussione bancaria a garanzia dell’operazione. Oltre a ciò, il datore di lavoro è obbligato a versare mensilmente all’Inps la provvista per la prestazione e per l’accredito della contribuzione figurativa. In caso di mancato assolvimento dell’obbligo, l’ente previdenziale non provvederà a pagare le prestazioni ai lavoratori in prepensionamento.

La legge di conversione del decreto Sostegni Bis ha confermato il contratto di espansione come uno strumento utile a gestire i processi di riqualificazione e ristrutturazione aziendale. Tutto ciò, anche tenendo conto del grave impatto sull’economia dettato dal Covid-19. La misura consente quindi anche l’accesso alla cassa integrazione straordinaria, oltre all’accompagnamento all’esodo dei lavoratori che decidono di aderire a questa formula di flessibilità pensionistica.

Le difficoltà di accesso al contratto di espansione per le aziende più piccole

In via straordinaria e sperimentale, lo stesso decreto ha permesso anche l’ampliamento della platea delle aziende che possono ricorrere al contratto di espansione. Il vincolo di ingresso è stato ridotto a 100 dipendenti. Ma la reale portata dello strumento per le aziende più piccole risulta contenuto per le difficoltà relative al pesante onere economico che quest’ultime dovrebbero sostenere.

Un elemento che risulta ancora più significativo per quelle aziende che vivono situazioni di crisi e che potrebbero quindi ritenere più conveniente avviare delle semplici procedure di licenziamento per motivi oggettivi. Un ulteriore rafforzamento e semplificazione del contratto di espansione potrebbe essere previsto all’interno della legge di bilancio 2022, visto che questa formula sembra incontrare il favore del governo.

Ma per estendere davvero la platea del meccanismo di prepensionamento sarà indispensabile garantire maggiori risorse in favore delle aziende più piccole, che altrimenti potrebbero trovarsi in molti casi impossibilitate a sostenere i costi della nuova opzione di flessibilità previdenziale.