Pensione anticipata donna per le dipendenti del pubblico impiego: varie alternative

-
18/06/2020

Pensione anticipata donna per le lavoratrici del pubblico impiego nel 2020 ci sono varie alternative, ecco i requisiti e le finestre mobili da rispettare.

Pensione anticipata donna per le dipendenti del pubblico impiego: varie alternative

La pensione anticipata donna per le lavoratrici dipendenti del pubblico impiego e del settore privato, incluse anche le lavoratrici autonome, è possibile nel 2020 attraverso due misure specifiche che permettono di uscire dal lavoro: l’Opzione donna e la pensione anticipata solo con i contributi senza requisito anagrafico. In quest’articolo esaminiamo le differenze rispondendo ad una nostra lettrice, soffermandoci anche sulla pensione di inabilità per le lavoratrici dipendenti del pubblico impiego. Tutte queste misure sono in vigore nel 2020 e fanno parte delle pensioni news. 

Pensione anticipata donna per le dipendenti del pubblico impiego

Una lettrice ci scrive: “Buongiorno, sono una dipendente di un ente pubblico, compio 58 anni ad agosto 2020 ed ho 40 di contributi al 01.09.2020, di cui due anni è stata fatta la ricongiunzione, e che sono stati  versati due anni prima del diciannovesimo anno di età. Vorrei sapere con opzione donna se posso andare in pensione e quanto perderò. Poi chiedo inoltre visto che ho subito 3 interventi alla colonna vertebrale e sono in lista per il 4 intervento di  stabilizzazione di 4 vertebre, ernia discale e ripulimento del canale per stenosi potrei fare la domanda per causa di servizio. Cordiali saluti. F.S.”

La pensione donna “Opzione donna” con 58 anni di età per le lavoratrici dipendenti (settore pubblico e privato), mentre per le lavoratrici autonome con 59 anni di età, con un minimo di 35 anni di contributi utili, prevede che entrambi i requisiti siano maturati alla data del 31 dicembre 2019. Questa misura termina il 31 dicembre 2020 e per la sua applicazione nel 2021 bisogna attendere la proroga con la modifica del requisito temporale.


Leggi anche: Bonus prima casa under 36: Isee, requisiti, scadenza e agevolazioni fiscali

La decisione di accedere alla pensione opzione donna va ben ponderata, anche perché si tratta di una misura non revocabile. Sono vari  fattori da considerare, consiglio prima di decidere di accedere a questa misura di effettuare una simulazione del calcolo dell’assegno

In molti casi questa misura risulta penalizzante di circa il 25% – 30% in base all’ultimo stipendio percepito. Da considerare anche che l’Opzione donna per le lavoratrici dipendenti prevede una finestra di uscita di 12 mesi dalla maturazione di entrambi i requisiti.

A mio avviso le conviene la pensione anticipata che per le donne prevede un requisito di 41 e 10 mesi a prescindere dall’età anagrafica. La pensione anticipata è calcolata come una normale pensione e quindi, non subisce nessuna penalizzazione sull’assegno. Inoltre, la finestra mobile è di tre mesi dalla maturazione del requisito contributivo.

Alla fine tra quello che deve aspettare per l’opzione donna, si trova a maturare i requisiti per la pensione anticipata.

In riferimento alle patologie invalidanti, i dipendenti del pubblico impiego possono accedere alla pensione di inabilità. Questa tipologia di prepensionamento richiede un’inabilità permanente e assoluta a qualsiasi attività lavorativa. La domanda deve essere inoltrata dal dipendente con allegato il certificato medico attestante lo stato assoluto di inabilità, e  deve essere presentata all’Ente presso il quale il lavoratore presta servizio.

Per approfondire questa misura pensionistica, consiglio di consultare:  Pensione di invalidità per motivi di salute nel pubblico impiego