Pensione anticipata dopo licenziamento per giusta causa: spetta la Naspi e la quiescenza?

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18/08/2020

Quali possibilità di accedere alla quota 41 per chi viene licenziato per giusta causa? Attenzione se c’è lavoro usurante non serve terminare la Naspi.

Pensione anticipata dopo licenziamento per giusta causa: spetta la Naspi e la quiescenza?

 Molto spesso non si comprende il bisogno del lavoratore di poter accedere alla quiescenza forse perchè non si riesce ad immaginare cosa significhi svolgere lavori usuranti e gravosi che oltre a debilitare ed invecchiare precocemente il corpo, sfiancano anche la mente. Molti sono i lavoratori che, anche prima dei 60 anni, sono esausti e non riescono a continuare a lavorare (pensiamo, ad esempio, al muratore, a chi svolge lavori di facchinaggio, ai camionisti…). Vediamo quali sono le possibilità di pensione per chi non ce la fa più.

Pensione anticipata e Naspi dopo licenziamento

Un lettore, esausto, scrive per chiedere:
 Buonasera ho un quesito: ho 59.anni di età  e 40,6 mesi contributi Inps;  sono stanco del mio lavoro. Ho svolto e svolgo lavoro usurante e sono un lavoratore precoce. Ho chiesto alla mia azienda il licenziamento per giusta causa, ho diritto alla naspi? E rientro in fase di pensionamento?  Vi ringrazio.buona sera

Per i lavoratori precoci è prevista la possibilità di accedere al pensionamento al raggiungimento dei 41 anni si contributi. I requisiti richiesti per l’accesso prevedono, oltre ai 12 mesi di contributi derivanti da lavoro effettivi maturati prima del compimento dei 19 anni che danno l’appartenenza al lavoro precoce  e ai 41 anni di contributi maturati, l’appartenenze ad uno dei profili tutelati, ovvero:


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  • Dipendenti disoccupati a causa di licenziamento anche collettivo, che hanno terminato da almeno 3 mesi di percepire tutta l’indennità di disoccupazione Naspi spettante
  • Dipendenti e autonomi che al momento della richiesta assistono da almeno 6 mesi un familiare convivente entro il primo grado (coniuge, figlio o genitore) con handicap grave ai sensi della legge 104 articolo 3 comma 3
  • Dipendenti e autonomi con invalidità accertata pari o superiore al 74%
  • Addetti ai lavori usuranti
  • Addetti alle mansioni gravose

Nel suo caso, quindi, se ha richiesto il licenziamento per giusta causa e il suo datore di lavoro gliel’ha accordato avrò, senza dubbio, diritto alla fruizione della Naspi per la metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni (se ha sempre lavorato, quindi, le spetteranno 24 mesi di Naspi).

Per poter accedere alla pensione quota 41, in ogni caso, non è necessario che attenda il termine della fruizione della Naspi poichè, visto che rientra anche nel lavoro usurante potrebbe accedere, alla maturazione dei 41 anni di contributi, alla pensione quota 41 come lavoratore usurante.