Pensione con 33 anni di contributi: quali alternative e quando

-
22/06/2020

Non sempre è facile centrare una delle uscite anticipate che la nostra normativa previdenziale prevede: vediamo le possibilità con 33 anni di contributi.

Pensione con 33 anni di contributi: quali  alternative e quando

Anche se attualmente sono in vigore diverse misure che permettono di anticipare la pensione prima dei 67 anni, non sempre è facile centrarne una per l’uscita anticipata. Le misure che richiedono anche un’età anagrafica, infatti, con l’esclusione dell’opzione donna richiedono tutte un’età superiore ai 60 anni. Cerchiamo di capire le possibilità di uscita con 33 anni di contributi.

Pensione con 33 anni di contributi

Una nostra lettrice ci scrive:

Buongiorno,ho 60 anni  compiuti a Marzo 2020 .Ho cominciato a lavorare giovanissima ed ho maturato 33 anni di contributi.posso aver diritto a qualcosa?

Purtroppo attualmente non rientra in nessuna delle misure per l’anticipo pensionistico in vigore e le spiego il perchè elencandogliele e riportando i requisiti da esse richiesti.

La quota 100, misura in scadenza a dicembre 2021, richiede almeno 62 anni di età ed almeno 38 anni di contributi maturati. Lei non è in possesso di nessuno dei requisiti richiesti e pertanto non può fruire della misura.

Leggi anche per approfondire: Quota 100 con requisiti nel 2021: chi ci rientra?

L’ape sociale, pur richiedendo, in alcuni casi 30 anni di contributi, necessita di almeno 63 anni di età ed è in scadenza alla fine del 2020 (non ha speranza di centrare questa pensione, quindi, neanche al compimento dei 63 anni a meno che non intervenga una proroga). In ogni caso per poter accedere a questo tipo di pensionamento è necessario appartenere ad uno dei profili tutelati che sono, nello specifico: disoccupati, caregiver, invalidi, addetti alle mansioni gravose, lavoratori usuranti.

L’opzione donna, pur richiedendo almeno 58 anni di età per le dipendenti e 59 per le autonome, necessita di almeno 35 anni di contributi. Purtroppo, a meno che non intervenga una proroga non potrà accedere a questa misura neanche fra 2 anni visto che è necessario aver raggiunto sia il requisito anagrafico che quello contributivo entro il 31 dicembre 2019. In ogni caso non le consiglierei questa misura perchè prevede penalizzazioni sul calcolo dell’assegno pensionistico, a meno che non ha necessità di lasciare urgentemente il mondo del lavoro.

La pensione anticipata richiede, per le donne, 41 anni e 10 mesi di contributi.

La quota 100, pur essendo dedicata ai lavoratori precoci come lei, richiede almeno 41 anni di contributi e l’appartenenza ad uno dei profili tutelati.

Nel suo caso, quindi, potrebbe sperare nel pensionamento con l’opzione donna a patto che intervenga una proroga che permetta il raggiungimento dei requisiti entro il 2022. In alternativa l’unica possibilità di pensionamento che vedo nel suo caso è rappresentata dalla pensione di vecchiaia al compimento dei 67 anni di età (più eventuale aumento per adeguamento all’aspettativa di vita Istat).


Leggi anche: Spid, l’Agenzia delle Entrate rottama le password dall1/10