Pensione con quota 41 e licenziamento disciplinare, ho diritto alla Naspi

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17/08/2020

Pensione Quota 41 e licenziamento per motivi disciplinari, posso fare domanda di Naspi e poi di pensionamento per lavoro precoce.

In pensione con quota 41 destinata ai lavoratori precoci che hanno maturato almeno un anno di contributi prima del diciannovesimo anno di età, ma questo non è l’unico requisito; bisogna aver maturato 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica. Inoltre, il lavoratore deve trovarsi in una delle seguenti tutele: disoccupato che almeno da tre mesi ha terminato di percepire la Naspi; lavoratore invalido al 74%; lavoratore che assiste un familiare con handicap grave da almeno sei mesi e infine lavoratore che svolge mansioni usuranti e gravose. La pensione Quota 41 fa parte del pacchetto pensioni news

Pensione quota 41 con Naspi, ma se il licenziamento è disciplinare spetta?

Un lettore ci pone la seguente domanda: “Salve ho 57anni e 8mesi, Con 39 anni e 3mesi di contributi. Domanda: se vengo licenziato con licenziamento per motivi disciplinari, ho diritto a naspi e pensione come lavoratore precoce?”

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Licenziamento per motivi disciplinari: l’interpello del Ministero

Il licenziamento disciplinare, si intende la sanzione che il datore di lavoro infligge al lavoratore mettendo fine al rapporto di lavoro, perché quest’ultimo ha violato le regole di comportamento regolate dai contratti collettivi di lavoro o la legge, non rispettando le norme contenute nel codice disciplinare dell’azienda. 


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La risposta ad un caso analogo a suo si trova nell’interpello numero 13 del 24 aprile 2015. 

La risposta del Ministero in sintesi riporta che trattandosi di una risoluzione volontaria sempre quale ipotesi di disoccupazione involontaria, voluta unicamente dal datore di lavoro, si ritiene:

“possano essere ammessi alla fruizione del trattamento indennitario di cui alla NASpI sia i lavoratori licenziati per motivi disciplinari, sia quelli che abbiano accettato l’offerta economica del datore di lavoro nella ipotesi disciplinata dall’art. 6, D.Lgs. n. 23/2015”. 

Conclusione

Quindi, rifacendoci all’interpello del Ministero, lei potrà accedere alla Naspi e accedere alla pensione quota 41 per i lavoratori precoci dopo tre mesi dell’intero periodo di fruizione, a prescindere dell’età anagrafica, deve comunque soddisfare il requisito di lavoratore precoce, almeno 52 settimane di contributi versati prima del compimento del diciannovesimo anno di età, il versamento può essere anche non continuativo.