Pensione con soli 5 anni di contributi, non spetta a tutti

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26/06/2020

Non sempre essere in possesso di 5 anni di contributi da diritto all’accesso alla pensione di vecchiaia contributiva a 71 anni. Vediamo il perchè.

Pensione con soli 5 anni di contributi, non spetta a tutti

Esiste la possibilità di accedere al pensionamento di vecchiaia per chi possiede soltanto 5 anni di contributi. Questa misura permette, quindi, il pensionamento a chi non riesce a raggiungere il minimo contributivo di 20 anni richiesto per accedere alla pensione di vecchiaia ma, attenzione, non è una misura aperta a tutti i lavoratori, vediamo perchè.

Pensione con 5 anni di contributi

Un lettore, spiegando la situazione anagrafica e contributiva della moglie chiede se ci sono possibilità di pensionamento:

Mia moglie che oggi ha 77 anni, ha 5 ,5 anni di contributi  pagati sino al 1976 quando è  stata cancellata e non ha più  ulteriori contributi. Ha diritto ad una pensione ?  Vi ringrazio anticipatamente.

Esiste la possibilità di pensionamento con soli 5 anni di contributi, al raggiungimento dei 71 anni di età, per chi ha versato tutti i propri contributi nel sistema contributivo puro. La misura che lo consente è la pensione di vecchiaia contributiva introdotta dalla Legge Dini del 1995. I contributi ricadono nel contributivo puro o quando tutti i contributi sono stati accreditati dopo il 31 dicembre 1995 o quando è possibile scegliere il pensionamento con il computo nella Gestione Separata.

Per approfondire invito a leggere un articolo che spiega il funzionamento della pensione di vecchiaia contributiva: Pensione con 5 anni di contributi: vecchiaia o fondo casalinghe?

Se si vuole, invece, approfondire il tema del Computo nella Gestione Separata è utile leggere: Computo nella Gestione separate: come si procede?

Per sua moglie la possibilità di tale pensionamento è escluso perchè i suoi contributi sono stati versati tutti prima del 1996 e posso supporre che non ha una posizione aperta nella Gestione Separata visto che la stessa è entrata in vigore solo nel 1995.

Questo significa che sua moglie non ha diritto a nessuna forma di pensionamento (a meno che non rientra nei redditi che permettano la richiesta dell’assegno sociale INPS) e i 5 anni e mezzo di contributi versati non possono neanche essere riaccreditati.


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L’INPS, infatti, non restituisce quasi mai l’onere per il versamento dei contributi (a meno che non si tratta di un errore o di un versamento sbagliato) e anche la giurisprudenza sostiene che i contributi non vadano rimborsati, anche se non danno diritti a nessuna pensione. Il ragionamento dei giudici in tal senso, infatti, spiega che poichè i contributi obbligatori servono per poter raggiungere un diritto alla pensione non danno diritto al rimborso poichè potenzialmente sono serviti a tale scopo.