Pensione di reversibilità : cos’è il trattamento ai superstiti

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27/04/2020

Pensione di reversibilità: come funziona il trattamento, a chi spetta e in che percentuale della pensione liquidata al de cuius? Scopriamolo.

Pensione di reversibilità : cos’è il trattamento ai superstiti

La pensione di reversibilità è la pensione ai superstiti spettante nel caso che il deceduto sia già pensionato. Nel caso che il lavoratore, ancora in servizio, muoia, invece, si parla di pensione indiretta. La pensione di reversibilità è rappresentata da una quonta delle pensione percepita in favore dei familiari superstiti.

Pensione di reversibilità: chi ne ha diritto

La pensione di reversibilità spetta al coniuge o alla parte dell’unione civile ma spetta anche a coniuge divorziato nel caso sia titolare di assegno di mantenimento e non si sia risposato (in caso di nuove nozze del defunto la pensione di reversibilità va divisa tra il vedovo/vedova e l’ex coniuge.

La pensione di reversibilità spetta anche per i figli nei seguenti casi:

• figli che alla data del decesso siano minorenni

• figli con permanente e totale inabilità al lavoro che, indipendentemente dall’età al momento del decesso erano a carico dei genitori

• figli maggiorenni, fino a 21 anni di età, se studenti si scuole professionali, superiori, corsi di formazione equiparabili ai percorsi scolastici, a carico dei genitori

• figli maggiorenni, fino a 26 anni, a carico dei genitori che non lavorino e che studino all’Università (solo per la durata legale del corso di studi anche se questa termina prima del compimento dei 26 anni).

I figli studenti possono avere diritto alla pensione di reversibilità  (fino a 21 o 26 anni a seconda dei casi) possono avere diritto alla pensione di reversibilità anche se svolgono una piccola attività lavorativa dalla quale derivi un reddito basso (non superiore al trattamento minimo annuo) a patto che siano a carico dell’assicurato. I nipoti sono equiparabili ai figli.

I figli possono chiedere il diritto alla pensione di reversibilità solo in caso di mancanza del coniuge, in presenza dell’altro genitore, infatti, la quota dei figli viene maggiorata al genitore superstite.

In mancanza di coniuge e figli, possono avere diritto alla pensione di reversibilità anche i genitori del defunto a patto che al momento della morte del figlio abbiano compiuto almeno 65 anni e che non siano titolari di pensione risultando a carico del deceduto.

In mancanza di coniuge, figli e genitori hanno diritto alla pensione ai superstiti fratelli e sorelle non sposati ma devono risultare inabili al lavoro e non titolari di nessuna pensione.

Pensione ai superstiti: che percentuale spetta?

La pensione ai superstiti, come abbiamo detto in apertura, è una quota della pensione liquidata a  deceduto. Non spetta, quindi, l’intera pensione ma una percentuale che varia in bae alla tipologia di familiare o al numero di familiari con diritto.

• Per il solo coniuge spetta il 60% della pensione liquidata.

• Per il coniuge con un figlio avente diritto spetta l’80% della pensione liquidata.

• Per il coniuge con 2 o più figli aventi diritto spetta il 100% della pensione.

Se ad avere diritto al trattamento sono soltanto i figli le quote spettanti sono:

• un figlio 70% del trattamento

• 2 figli si dovranno dividere l’80% del trattamento

• 3 o più figli si dovranno dividere il 100% del trattamento.

In caso di mancanza di coniuge o figli (o nel caso questi non ne abbiano diritto) la pensione ai superstiti spetta ai genitori: il 15% ad un solo genitore, il 30% nel caso siano a carico del defunto entrambi i genitori.

Stessa percentuale spetta, infine, a fratelli e sorelle aventi diritto in assenza di coniuge, figli e genitori.