Pensione di reversibilità cumulo con altri redditi, quando?

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05/05/2020

La pensione di reversibilità non spetta sempre in misura piena: se il beneficiario è titolare di redditi, infatti, la quota spettante si riduce. Di quanto?

Pensione di reversibilità cumulo con altri redditi, quando?

La pensione di reversibilità è un trattamento riservato ai superstiti di un pensionato venuto a mancare (quando il deceduto, invece, ancora non è titolare di pensione si parla di pensione diretta). Il trattamento spetta a particolari familiari, in primis al coniuge, che sono in possesso di determinati requisiti. In mancanza del coniuge, infatti, possono avere diritto alla misura i figli, i nipoti, i genitori e i fratelli o sorelle del pensionato defunto. Ma se il beneficiario della misura è già titolare di altri redditi cosa succede? Scopriamolo.

Pensione di reversibilità con altri redditi

In presenza di altri redditi personali del beneficiario la pensione di reversibilità si riduce e la riduzione può arrivare anche alla metà della somma spettante. L’unico caso in cui il trattamento non si riduce in presenza di altri redditi è quando all’interno del nucleo familiari sono presenti figli che siano minori, inabili o studenti. Per il coniuge che lavora, quindi, anche in presenza di redditi oltre il limite stabilito, se ci sono figli studenti, minori o inabili, il trattamento ai superstiti non è soggetto a riduzione e viene erogato per intero in base alla quota percentuale spettante.

Ma di quanto si riduce la pensione di reversibilità se il beneficiario ha redditi proprio? Ogni familiare ha diritto ad una determinata quota della pensione del  deceduto (ad esempio al coniuge spetta il 60% del trattamento di cui il defunto beneficiava). Ed è proprio su questa quota che opera la riduzione.


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Per redditi personali del beneficiario fino a 3 volte il trattamento minimo Inps spetta la quota per intero.

Se il beneficiario della misura, invece, ha redditi tra 3 e 4 volte il trattamento minimo INPS (calcolato sulle 13 mensilità in vigore ogni anno)   la quota spettante di pensione ai superstiti si riduce del 25%.

Se il beneficiario della misura, invece, ha redditi tra 4 e 5 volte il trattamento minimo INPS (calcolato sulle 13 mensilità in vigore ogni anno)  la quota spettante di pensione ai superstiti si riduce del 40%.

Se il beneficiario della misura  ha redditi superiori a 5  volte il trattamento minimo INPS (calcolato sulle 13 mensilità in vigore ogni anno) la quota spettante di pensione ai superstiti si riduce del 50%.

In altre parole, quindi, maggiore sarà il reddito del beneficiario della pensione di reversibilità e maggiore, di conseguenza, sarà la riduzione operata sulla quota spettante. In caso di contitolari appartenenti allo stesso nucleo familiare, in ogni caso, l’incumulabilità non si applica in base alla circolare INPS numero 234 del 25 agosto del 1995.