Pensione di vecchiaia 2023, anticipata a 66 anni se totalizzi i contributi: quando e come fare

Autore:
Niccolò Mencucci
03/03/2023

Pensione di vecchiaia 2023, anticipata a 66 anni se totalizzi i contributi: quando e come fare

Secondo quanto previsto dalla Legge Fornero, nel 2023 si potrà andare in pensione a 67 anni, o almeno con 41 anni e mezzo di contributi. In realtà, se si procede con la totalizzazione dei contributi, potresti andare in pensione un anno prima rispetto a quanto previsto.

Come misura potrebbe garantire l’uscita anticipata a centinaia di migliaia di lavoratori, ma non sempre può essere conveniente. Vediamo anche quali sono i pro e contro di questa pensione anticipata.

Pensione anticipata se totalizzi i contributi prima

La pensione anticipata col modello della totalizzazione prevede di accorpare tutti i contributi di lavoratori che si sono ritrovati con carriere discontinue e frammentate. Il sistema è stato disposto grazie al decreto legislativo n. 42 del 2006: da allora è possibile mettere insieme i periodi assicurativi di diverse gestioni, anche se presso enti diversi o esteri.

Con la totalizzazione si potranno unificare tutti i contributi di tutte le casse, comprese quelle dei liberi professionisti e della gestione separata INPS che altrimenti non può essere ricongiunta.

Con questo sistema, si potrà avere diritto alla pensione di vecchiaia a 66 anni anziché a 67, o a 41 anni di contributi anziché con 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 e 10 mesi per gli uomini.

Pensione anticipata, come fare la totalizzazione dei contributi

La totalizzazione della pensione anticipata è una forma alternativa alla ricongiunzione, in quanto non prevede il trasferimento materiale dei contributi, ma solo la somma di diversi periodi assicurativi non coincidenti ai soggetti iscritti alle varie forme di assicurazione obbligatoria.

Tale somma permetterà di acquisire il diritto a un’unica pensione di vecchiaia, anticipata o di inabilità. Sarà calcolata pro quota, pertanto il lavoratore percepirà due o più assegni erogabili dalle rispettive gestioni in relazione ai contributi versati.


Leggi anche: Come i conti correnti online stanno cambiando le abitudini di spesa dei consumatori

Per farlo, occorrerà richiedere all’INPS la verifica dell’idoneità dei propri contributi, versati presso tali enti o gestioni, allo strumento della totalizzazione dei contributi.

Pensione anticipata, pro e contro della totalizzazione

La pensione anticipata con la misura della totalizzazione ha i suoi pro e contro.

Se da una parte la richiesta all’INPS di questa misura non è a titolo oneroso, e addirittura la stessa pensione verrà pagata sempre dall’ente anche in assenza di contribuzione versata presso l’Istituto, dall’altra la totalizzazione sarà possibile solo se siano state stipulate apposite convenzioni con gli altri enti presso cui risultano versati i contributi.

Se una Cassa o Gestione non ha stipulato alcuna convenzione, quei contributi non potranno essere riversati nella totalizzazione.

Altro “contro” è nel caso in cui si richieda la totalizzazione una volta raggiunto il requisito minimo della pensione ordinaria. Se ci si ritrova con il minimo contributivo garantito in una o più Gestioni, non si potrà procedere alla totalizzazione.

Perché scatterebbe il vincolo della pensione ordinaria, e il lavoratore si ritroverebbe a dover uscire a 67 anni. Inoltre la finestra di uscita inoltre passerà a 21 mesi, e non dovrà farsi titolare di alcuna pensione presso le casse coinvolte.

Pensione anticipata, tutte le altre opzioni

Se non si è più tanto convinti di questa formula pensionistica, ci si può sempre affidare ad altre Quote od Opzioni.

Oltre alle famose Quota 103, APE Sociale e le novità sull’Opzione Donna, il richiedente potrà beneficiare anche dell’Isopensione 2023, una formula di uscita anticipata disposta solo per alcune aziende, e solo tramite specifici accordi sindacali.

Ricordiamo che, in alternativa a queste soluzioni, si potrà uscire quest’anno con la pensione anticipata, ma solo se si avrò maturato almeno 41-42 anni di contributi previdenziali (gli anni cambiano a seconda del genere). Ci si dovrà comunque attenere ad una finestra temporale di 12-18 mesi, che scatterà dalla decorrenza della pensione e la maturazione dei requisiti.


Potrebbe interessarti: Licenziamento durante malattia, è possibile? Cosa succede se si supera il limite

Altrimenti toccherà attendere l’età pensionabile, nel 2023 fissata a 67 anni con 20 contributi, e a 71 anni con meno.

Le foto presenti in questo articolo sono concesse in licenza a Giddy Up srl