Pensione di vecchiaia 2023: Covid fissa requisiti a 67 anni e 20 di contributi

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23/02/2022

Pensione di vecchiaia 2023: Covid fissa requisiti a 67 anni e 20 di contributi

Pensione di vecchiaia 2023, non cambieranno i requisiti di accesso all’Inps il prossimo anno. L’adeguamento alla speranza di vita conferma infatti i criteri attuali di uscita dal lavoro, sia per quanto concerne l’accesso ordinario. Sia per la pensione anticipata Inps prevista con la legge Fornero. A spiegarlo è una recente circolare diffusa dell’ente di previdenza e assistenza, che prende atto del decreto emesso congiuntamente da Mef e Ministero del Lavoro.

Pensione di vecchiaia 2023: i requisiti restano identici

I lavoratori che desiderano accedere alla pensione di vecchiaia nel corso del 2023 dovranno continuare a maturare almeno 67 anni di età e 20 anni di contribuzione. Il decreto interministeriale riprende infatti gli ultimi aggiornamenti prodotti dall’Istat. La speranza di vita a 65 anni si è ridotta a causa della pandemia di tre mesi nel corso del 2020.

La normativa prevede che in caso di riduzione, avvenga un congelamento dei parametri. Non è infatti possibile procedere a un abbassamento dei criteri di accesso alla quiescenza. Posto che i requisiti possono essere aggiornati solo al rialzo (oppure congelati).


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Stante la situazione, le elaborazioni prevedono che l’aggiornamento alla speranza di vita non varierà fino al prossimo 1° gennaio 2025 per l’uscita di vecchiaia. Mentre il prossimo aggiornamento alla pensione anticipata è fissato per il 2027.

Requisiti di accesso alla pensione: il testo di conferma riportato dalla circolare Inps

Rispetto a quanto appena riportato, la circolare Inps n. 28/2022 specifica che “a decorrere dal 1° gennaio 2023, nei confronti di coloro che raggiungano il limite di età previsto in relazione alla qualifica o grado di appartenenza e non abbiano a tale data già maturato i requisiti previsti per la pensione di anzianità, il requisito anagrafico non è ulteriormente incrementato rispetto a quello previsto per il biennio 2021/2022”.

Pensione anticipata: i requisiti restano confermati anche nei prossimi anni

Come anticipato, restano confermati anche i requisiti da maturare al fine di ottenere l’accesso anticipato alla pensione secondo le regole ordinarie. Per poter maturare la quiescenza nel 2023 senza vincoli di età sarà necessario accantonare almeno 42 anni e 10 mesi di versamenti, mentre per le donne il parametro si ferma a 41 anni e 10 mesi. Sulle altre opzioni di flessibilità, bisognerà invece attendere il confronto in essere tra governo e sindacati.


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La piattaforma sindacale chiede infatti da tempo l’accesso flessibile all’Inps per tutti i lavoratori con 62 anni di età e almeno 20 anni di contribuzione. Oppure, in alternativa, l’apertura della quota 41 (caratterizzata da 41 anni di versamenti) in favore di tutti i lavoratori precoci. L’esecutivo propone una misura di uscita anticipata dai 64 anni di età e con 20 anni di versamenti, con un taglio del 3% annuo sulla parte contributiva.

L’impatto del Covid sulla speranza di vita dei pensionati

Particolarmente rilevante è il dato prodotto dall’Istat in merito alla speranza di vita a 65 anni. La pandemia ha influito fortemente sul parametro, provocandone una riduzione di tre mesi. Questo implica che se  requisiti della pensione di vecchiaia restano confermati fino al 2025, quelli dell’uscita anticipata saranno validi fino al 2027.

Tutto ciò, “fermo restando l’adeguamento alla speranza di vita già applicato dal 1° gennaio 2021 e che non ha previsto alcun incremento” spiega la circolare Inps. Per chi rientra nei lavori gravosi previsti dalla legge, il requisito anagrafico per l’accesso alla pensione di vecchiaia resta fissato nel prossimo biennio a 66 anni e 7 mesi. Infine, per coloro che sono inseriti all’interno del sistema contributivo puro permane l’accesso alla pensione di vecchiaia con soli 5 anni di versamenti. Purché si attenda la maturazione dei 71 anni di età.

Pensione di vecchiaia: cosa cambia per i comparti difesa, sport e spettacolo

All’interno della circolare Inps è specificata anche la conferma dei requisiti di accesso alla pensione del personale inserito nel comparto difesa, sicurezza e dei vigili del fuoco. Continueranno a essere validi i 41 anni di versamenti per il prossimo biennio, indipendentemente dall’aver maturato un particolare parametro anagrafico.

In aggiunta, resta possibile il pensionamento una volta raggiunti i 58 anni di età, purché si possano vantare almeno 35 anni di versamenti. Stabili anche i parametri di accesso per i lavoratori del comparto sport o spettacolo. I ballerini potranno continuare a ottenere la pensione di vecchiaia a partire dai 47 anni, i cantanti e gli orchestrali dai 62 anni, mentre per gli attori e i conduttori il parametro è fissato a 65 anni di età.