Pensione di vecchiaia, quella del coniuge incide sull’importo?

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21/07/2020

Facciamo gli opportuni chiarimenti sulla possibilità che la pensione venga decurtata in base agli altri redditi familiari presenti. La normativa non prevede alcuna decurtazione.

Pensione di vecchiaia, quella del coniuge incide sull’importo?

Molti lettori che scrivono a Notizieora.it sono portati a pensare che la pensione del coniuge possa, in qualche modo, influenzare l’importo dell’assegno previdenziale spettante. Ma è davvero così? Se in famiglia qualcuno percepisce redditi ci spetterà una pensione più bassa? Cerchiamo di capire come funziona la previdenza obbligatoria.

Pensione di vecchiaia e importo

Un lettore, preoccupato della prossima pensione della moglie, scrive per chiedere:

Mia moglie nata nell’anno  1958,  nel 2022 completerà il versamento contributivo INPS di 20 anni  ai fini pensionistici. Mi pare di comprendere che potrà ottenere l’assegno pensionistico al compimento dei 67 anni, ma non si riesce a comprendere quale sia l’importo minimo a cui avrebbe comunque diritto, a prescindere dall’ammontare dei contributi versati e se il suo assegno pensionistico, abbia delle decurtazioni in relazione all’ammontare della mia pensione erogata dalla Cassa Nazionale dei Geometri, considerato che siamo coniugati in regime di separazione
dei beni.  Si ringrazia anticipatamente per la cortese attenzione e si augura buona giornata. 

Ha perfettamente ragione, sua moglie potrà accedere al pensionamento al compimento dei 67 anni, con la misura di vecchiaia. Ma se i contributi che ha versato sono tutti collocati temporalmente dopo il 31 dicembre 1995, potrebbe accedere al pensionamento, con lo stesso importo spettante circa, anche all’età di 64 anni, a patto che l’assegno previdenziale liquidato sia pari o superiore a 2,8 volte il minimo INPS.

In ogni caso poco conta che lei già percepisca una pensione poichè il trattamento previdenziale è calcolato solo ed unicamente sul montante contributivo accumulato nel corso della propria vita e influenza dal coefficiente di trasformazione applicato (e corrispondente all’età in cui si accede al pensionamento).


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Nessuna decurtazione, quindi, viene operata sulla pensione di vecchiaia nel caso il coniuge percepisca altra pensione o addirittura redditi da lavoro. Ma nessuna decurtazione sarebbe applicata neanche se sua moglie, una volta ottenuta la liquidazione della pensione, decidesse di tornare a lavorare proprio per il motivo che le ho descritto poco sopra: la pensione previdenziale non si basa sui redditi familiari nè sul regime si separazione o comunione dei bene. Il trattamento previdenziale è qualcosa che il lavoratore accantona, con il versamento dei contributi, durante la sua carriera lavorativa per quando smetterà di lavorare e non può in nessun modo essere influenzato dai redditi degli altri eventuali familiari.

Per approfondire consiglio la lettura dell’articolo: La pensione si riduce per somma di redditi? Chiariamo i dubbi