Pensione donna 2020: proroga, calcolo e requisiti, guida completa

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27/04/2020

Pensione donna nel 2020: tutte le ultime novità sui requisiti, proroga e calcolo assegno secondo le tre variabili da considerare.

Pensione donna 2020: proroga, calcolo e requisiti, guida completa

La pensione donna 2020 è destinata sia alle lavoratrici dipendenti del settore pubblico e privato; e le lavoratrici autonome. Consiste in una maggiore tutela rispetto alle forme pensionistiche già esistenti nella riforma pensioni 2020. Si tratta dell’Opzione donna che è stata prorogata dalla riforma pensioni fino al 31 dicembre 2020. Il nuovo Governo nella prossima legge di bilancio prevede di prorogare di un altro anno questa misura con il cambiamento dei requisiti in base al fattore temporale. Analizziamo nel dettaglio i requisiti e il calcolo dell’assegno.

Pensione donna 2020: Opzione donna

La pensione Opzione donna è stata prorogata nel 2020 con le stesse modalità del 2019 con la variazione del fattore temporale della maturazione dei requisiti: dal 31 dicembre 2018 al 31 dicembre 2019. Analizziamo i requisiti richiesti nel dettaglio in base alle ultime sulle novità sulle pensioni.

Requisiti

Possono accedere a questa misura le lavoratrici dipendenti del settore pubblico e privato che hanno raggiunto un’età anagrafica di 58 anni; le lavoratrici autonome che hanno raggiunto un’età anagrafica di 59 anni. E’  richiesto un requisito contributivo di 35 anni. Entrambi i requisiti: anagrafico e contributivo devono essere maturati entro il 31 dicembre 2019.

Finestra di uscita

Nella pensione donna, l’assegno pensionistico sarà erogato dopo una finestra di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e 18 mesi per le lavoratrici autonome. Sono escluse dalla finestra di uscita le dipendenti del comparto scuola.


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Perché le dipendenti del comparto scuola non sono soggette alla finestra?

La finestra di uscita non è prevista per la pensione donna 2020 non si applica alle dipendenti del comprato scuola ai sensi dell’art. 59 comma 9 della legge 449 del 27/12/1997 che stabilisce: “Per il personale del comparto scuola resta fermo, ai fini dell’accesso al trattamento pensionistico, che la cessazione dal servizio ha effetto dalla data di inizio dell’anno scolastico e accademico, con decorrenza dalla stessa data del relativo trattamento economico nel caso di prevista maturazione del requisito entro il 31 dicembre dell’anno”.

Requisito contributivo di 35 anni utili

Il requisito contributivo richiesto nella pensione donna 2020 (Opzione donna) è di 35 anni di contributi utili, è valida la contribuzione a qualsiasi titolo versata: obbligatoria, volontaria, da riscatto e figurativa, tranne la contribuzione figurativa accreditata per l’indennità di disoccupazione retribuita (NASPI) e per la malattia.

Pensione donna: calcolo assegno e penalizzazione

Le lavoratrici che optano per questa scelta possono subire una decurtazione dell’assegno pensionistico che va dal 20 al 30% rispetto all’ultimo stipendio percepito. Questo succede perché l’assegno con opzione donna è calcolato interamente con il sistema contributivo. L’entità della riduzione dipende molto dalla carriera lavorativa della dipendente. Per conoscere effettivamente l’entità della penalizzazione che si può subire sull’assegno, bisogna considerare tre variabili:

Prima variabile: l’età di uscita anticipata prevede un coefficiente di trasformazione del montante contributivo superiore;

Seconda variabile: risulta più penalizzante per le lavoratrici che hanno maturato un’anzianità contributiva di 18 anno entro il 1995, in quanto l’assegno pensionistico con pensione donna è calcolato interamente con il sistema contributivo;

Terza variabile: dipende molto dalla carriera lavorativa. La lavoratrice che all’inizio della carriera ha goduto di retribuzioni elevate, l’impatto sull’assegno pensionistico potrebbe essere ridotto o addirittura portare ad un risultato positivo. In linea generale l’assegno pensionistico con la pensione può subire una riduzione che oscilla dal 25 al 30% rispetto all’ultima retribuzione.


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