Pensione e riconoscimento dei contributi figurativi invalidità per un totale di 5 anni

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23/08/2020

Pensione e riconoscimento della maggiorazione per invalidi in 2 mesi all’anno di contributi figurativi per 5 anni, beneficiari e esclusi.

Pensione e riconoscimento dei contributi figurativi invalidità per un totale di 5 anni

La legge n. 388 del 23 dicembre 2020 stabilisce che hanno diritto alla maggiorazione contributiva, i lavoratori invalidi (dipendenti pubblici o privati) a cui è stata riconosciuta un’invalidità superiore al 74 per cento, vale a dire il 75 per cento. Fanno parte di questa categoria i seguenti lavoratori: invalidi civili; invalidi di guerra; sordi civili; invalidi per causa di servizio, invalidi del lavoro con un’invalidità superiore al 74 per cento, che sia stata accertata e riconosciuta dall’Inail.

La pensione di invalidità fa parte delle pensioni news attualmente in vigore nel 2020.

Pensione e riconoscimento del beneficio

Il beneficio destinato ai lavoratori invalidi, consiste in due mesi di contribuzione figurativa, valida ai fini della misura e del diritto alla pensione, sono riconosciuti per ogni anno di lavoro due mesi di contributi figurativi per un massimo di cinque anni. Per i periodi di lavoro inferiore all’anno il beneficio viene riproporzionato in base all’attività lavorativa. 

Come abbiamo detto la maggiorazione contributiva riconosciuta ai lavoratori invalidi è utile al diritto alla pensione. In riferimento alla misura della stessa, la maggiorazione contributiva figurativa è utile soltanto al calcolo delle quote di pensione se calcolata con il sistema retributivo, non è considerata nel calcolo delle quote della pensione contributiva o liquidata  esclusivamente on il sistema contributivo. 


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La contribuzione figurativa per i lavoratori invalidi è riconosciuta esclusivamente per i periodi di attività lavorativa svolti in corrispondenza dell’invalidità superiore al 74 per cento

I periodi riconosciuti sono riconosciuti in concomitanza con i periodi lavorativa in cui è subentrata l’invalidità accertata superiore al 74 per cento. La maggiorazione decorre da quella data e per i soli periodi che risultano in concomitanza con la patologia. 

Viene riconosciuta al lavoratore una maggiorazione contributiva valida ai fii della liquidazione della pensione per un massimo di cinque anni:

due mesi ogni anno di attività dalla data del riconoscimento dell’invalidità;

per i periodi inferiore all’anno è considerato 1/6 per ogni settimana di lavoro svolto. (la maggiorazione è riproporzionata per i periodi inferiore all’anno).

Dal calcolo vengono esclusi i periodi coperti da contribuzione figurativa, volontaria, da riscatto. 

In caso di ricongiunzione il beneficio viene riconosciuto al momento della liquidazione della pensione nel fondo dove confluirà la pensione. 

Esclusi dai contributi figurativi invalidi

L’INPS precisa che sono esclusi dal beneficio i titolari di assegno ordinario di invalidità. Bisogna precisare che questo non significa che chi è titolare di assegno ordinario non abbia diritto alla maggiorazione contributiva, bensì che la sola titolarità  (in assenza di riconoscimento di invalidità civile con la percentuale richiesta), on dà il diritto a beneficiarne finché l’INPS non si esprime sulla valutazione in merito. 


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